• UE-MAROCCO, preoccupazioni e perplessità della Fai Cisl Sicilia
  • Il segretario Colonna sull’accordo di libero scambio per agricoltura e pesca
Cisl Sicilia - Foto Notizia

In riferimento alla Risoluzione approvata dal Parlamento Europeo nei giorni scorsi sull’argomento in oggetto, la Fai-Cisl Sicilia manifesta le proprie preoccupazioni e perplessità sugli esiti e risvolti, soprattutto negativi, che  tale provvedimento provocherà sull’Economia del settore Agro-Alimentare e Pesca nel Mediterraneo ed in particolare in Sicilia.
Come al solito i nostri “alti rappresentanti” nella sede massima delle Istituzioni Europee danno priorità ad interessi politici e soprattutto economici riferiti alle aree continentali Europee, tralasciando o ancor peggio disinteressandosi di quelle realtà, settori  ed  economie  presenti soprattutto nell’area Mediterranea.
E’ infatti risaputo che la produzione Agro-Alimentare del Marocco è mirata soprattutto verso prodotti come arance, pomodori ecc.,  tipici delle Regioni del sud Italia. Prodotti di alta qualità e pregio come i pomodorini di Pachino o le arance rosse di Sicilia sono a rischio di una ulteriore concorrenza sleale, priva di controlli di qualità, salubrità e tracciabilità. E’ di questi giorni la notizia del rinvenimento da parte dei NAS di partite di pomodorini “Pachino” provenienti proprio da quelle aree, anche con tracce di fertilizzanti e concimi vietati in Italia e dannosi per la salute .
L’Italia, i Paesi Mediterranei e la nostra Regione in particolare subiranno sicuramente un grave danno dalla sleale concorrenza dei prodotti agricoli, alimentari e della pesca di origini magrebine. In quelle realtà infatti, gli standard delle condizioni di rispetto dei livelli di sicurezza e qualità alimentare, la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori,  sono  notevolmente inferiori rispetto a quelli imposti dall’Europa ai Paesi membri; quindi saranno notevolmente inferiori anche i costi di produzione e quelli di vendita.
Ciò, in un periodo di crisi come quella attuale, ha come immediato risultato la sicura e certa chiusura delle  realtà produttive che fino ad ora avevano resistito caparbiamente, ma che di sicuro  non potranno competere con economie e sistemi produttivi immuni da vincoli e controlli serrati come quelli Italiani ed Europei in generale.
Non si tratta di protezionismo, ma di oculata attenzione agli interessi delle popolazioni e della produzione locali, già duramente colpite da anni di dura crisi.
La stessa Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo aveva espresso la propria contrarietà all’accordo.
Si deve a questo punto correre ai ripari, pretendendo quanto meno il rispetto assoluto degli standard Europei di sicurezza sul lavoro e della qualità e tracciabilità  dei prodotti importati da Paesi terzi. Rafforzare i controlli doganali e non, su questo punto al fine di evitare le sicure elusioni delle disposizioni previste.
I nostri Politici locali, Nazionali ed Europei dovranno essere maggiormente sensibilizzati ed attenti a tutelare gli interessi legittimi delle popolazioni locali, prima ancora di guardare alle poco lungimiranti politiche economiche pensate nelle stanze dei bottoni.
I rappresentanti Europei  provenienti dalle aree Mediterranee, devono al pari di quelli delle  Regioni continentali, imparare a mantenere un rapporto di dialogo e di scambio di informazioni funzionali con le aree di provenienza per meglio salvaguardare non solo gli interessi economici, occupazionali ed industriali, ma anche  quei valori culturali rappresentati dalla tipicità e dall’alta qualità dei prodotti  Agro-Alimentari e della Pesca.
Noi, dal canto nostro, come cittadini, lavoratori e consumatori dovremo vigilare, proporre, e creare le condizioni perché ciò si realizzi diversamente da come purtroppo è stato finora.
A tale scopo la FAI Siciliana propone la convocazione di una Assemblea a cui chiamare a partecipare tutte le Istituzioni Regionali pubbliche e private, i nostri Rappresentanti a Strasburgo e, soprattutto, quella grande parte di imprenditori sani ed onesti del settore agro-alimentare e della pesca, ove elaborare una strategia mirata ad alzare la testa ed a far valere le nostre idee e i nostri interessi in quelle Istituzioni Comunitarie troppe volte foriere di normative e vincoli che rasentano vere e proprie ingiustizie perpetrate contro le nostre terre, le nostre comunità e le nostre economie.
A tale Assemblea dovrà seguire la costituzione di un Tavolo Istituzionale Permanente che dovrà prima proporre ed elaborare le linee direttrici di una nuova Politica Agricola ed Alimentare Comunitaria (maggiormente attenta e sensibile agli interessi e ai valori locali), poi monitorare e controllare sul rispetto delle stesse.
La Sicilia, al centro del Mediterraneo, con le sue altissime professionalità e con il pregio della qualità unica dei suoi prodotti può e deve essere il volano della ripresa dell’economia dell’intero Mezzogiorno.


                                                       Il Segretario Generale
                                                           Fabrizio Colonna

Pubblicata mercoledì 22 febbraio 2012 alle ore 13:21.
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      • Sperling & Kupfer 2012 pag 182 € 13,90