ABUSIVISMO, ALLE PREFETTURE LA RESPONSABILITÀ DEGLI ABBATTIMENTI

Per la Cisl, l’unico modo per combattere la piaga è togliere ai Comuni le competenze, affidandole alle Prefetture. E riguardo al ddl Falanga in discussione alla Camera: permangono punti deboli. E con la scusa della necessità, si rischia di lasciare in piedi edifici assai pericolosi, come hanno mostrato i recenti terremoti

“Togliere ai Comuni le competenze sugli abbattimenti degli immobili abusivi affidandole alle Prefetture, in modo da evitare ogni possibile ricatto elettorale”. È quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl Andrea Cuccello, riguardo al ddl Falanga sulle demolizioni degli edifici abusivi. Il ddl oggi approda alla Camera per essere definitivamente approvato in settimana. “Al momento della presentazione – afferma Cuccello – la proposta di legge sembrava essere una vera e propria sanatoria degli abusi, dando un segnale di tolleranza verso l’abusivismo edilizio. Sicuramente, nel corso del dibattito parlamentare, sono state disinnescate quelle parti che lo rendevano altamente rischioso. Tuttavia permangono diversi punti deboli. In effetti, fissare un ordine di priorità negli abbattimenti, nel quale le case abusive che risultano abitate vengono inserite alla fine della procedura dando la precedenza a quelle disabitate o in corso di costruzione, è un modo per lasciare in piedi, con la scusante dell’abusivismo di necessità, edifici molto spesso pericolosi, come si è verificato nei recenti terremoti che hanno sconvolto diversi aree del Paese. Il pericolo che si corre – afferma Cuccello – è che attraverso l’irrigidimento dei criteri di priorità di abbattimento, si vada incontro a un contenzioso enorme. Saranno tantissimi gli avvocati che, appellandosi alla legge, cercheranno di tentare ogni strada per impedire la demolizione dell’immobile del proprio assistito. Tutto questo potrebbe determinare una paralisi degli abbattimenti dei manufatti illegalmente costruiti. In pratica, per cercare di tutelare il piccolo abuso di necessità rispetto all’ecomostro, si corre il rischio di ottenere l’effetto opposto”, sottolinea il sindacalista. “Mentre oggi al termine della procedura, che è faticosissima, c’è la certezza della pena, cioè la demolizione – insiste Cuccello – un domani subentrerà l’incertezza dell’ultimo ricorso, con un indubbio effetto negativo sull’esito dello stesso. Per la Cisl, dunque, l’unico modo per combattere seriamente questa piaga è togliere ai Comuni le competenze sugli abbattimenti, affidandole alle Prefetture, in modo da escludere ogni possibile ricatto elettorale, conclude il segretario confederale.