ACQUA: NEL NISSENSO DISSERVIZI, GUASTI E LIMITI ALLE EROGAZIONI

A lanciare l’allarme la Cisl che segnala che da gennaio 2017 a oggi sono state effettuate ben 46 riparazioni nelle tubature. Gallo: perchè a fronte di ingenti profitti, Siciliacqua non procede ad «adeguati investimenti sulle reti»? Il sindacato: si mobilitino i sindaci, nel centro-sud dell’Isola le medie tariffarie sono le più alte d’Italia: 500 euro contro 376

Il segretario generale della Cisl Agrigento Caltanissetta Enna, Emanuele Gallo, punta i riflettori sulla situazione dell’erogazione idrica in provincia di Caltanissetta e sulla sua gestione da parte del colosso Siciliacqua. La società a composizione mista (75% privata e 25% pubblica) gestisce dal 2004, in base ad una Convenzione di affidamento in gestione del servizio idrico all’ingrosso in Sicilia, 13 schemi idrici di interesse regionale.
La Carta dei Servizi approvata il 27 gennaio 2016, ha fissato i principi e i criteri per l’erogazione del servizio di fornitura di acqua all’ingrosso. Inoltre Siciliacque dovrebbe assicurare tutti gli adempimenti, che fanno parte della buona prassi, per fare in modo che il sistema funzioni a regime regolare, in modo da soddisfare la clientela e avere buona qualità dell’acqua erogata.
Alla luce di ciò viene spontaneo domandarsi, come è possibile che da gennaio 2017 ad oggi sono state effettuate nel solo territorio di Caltanissetta e provincia, da dati ufficiali pubblicati sul sito web di Siciliacqua, ben 46 riparazioni di guasti nelle tubature delle condotte idriche del Sovrambito che gestisce Siciliacqua con consequenziale interruzione dell’erogazione dell’acqua?
Perchè a fronte degli ingenti profitti guadagnati da Siciliacque dalla vendita dell’acqua ai gestori privati (69 centesimi a metro cubo) non corrispondono gli adeguati investimenti sulle reti idriche?
«E infatti, il risultato è sotto gli occhi di tutti – fa notare il segretario Gallo – la nostra rete idrica è un colabrodo, ma piuttosto che pensare a un rifacimento totale della rete con nuovi investimenti per evitare la dispersione idrica, si va avanti con riparazioni di emergenza e medicazioni d’urgenza».
Il tutto a fronte di un servizio non certo efficiente, considerando appunto che a pagarne le conseguenze sono gli utenti che in media ogni dieci giorni si trovano privati dell’erogazione dell’acqua da parte di Siciliacqua, cui si aggiungono i disservizi causati dall’ente gestore Caltacqua per la provincia di Caltanissetta.
La Cisl Agrigento Caltanissetta Enna vuole lanciare un grido d’allarme a questo modo di gestione del sistema idrico integrato e fa un appello ai sindaci della provincia affinché si intervenga nel rapporto contrattuale tra Sicliacqua e Caltacqua, perché l’acqua è un bene prezioso che va preservato e conservato e le istituzioni devono ricoprire un ruolo fondamentale nella salvaguardia di tale risorsa.
Nelle provincie di Agrigento Caltanissetta Enna si registrano le medie tariffarie più alte d’Italia attestandosi intorno a 500 euro contro una media nel Paese di 376 euro.
Inoltre Emanuele Gallo ricorda ai Sindaci della provincia di Caltanissetta, che non hanno ancora provveduto, l’obbligo di costituire il nuovo soggetto che dovrebbe governare l’autorità d’ambito per il servizio idrico integrato nei rapporti con Caltacqua (così come stabilito dalla legge regionale 19/2015 dell’Autorità Territoriale idrica, Ati).

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