ANZIANI, SFIDA ALLA REGIONE SU WELFARE E POLITICHE SOCIALI

Per i sindacati confederali e della terza età, il bilancio di cinque anni di governo Crocetta è fallimentare. Ma chi si candida a governare la Sicilia deve dire con chiarezza, prima, cosa intenda fare su grandi temi come povertà e sistema sanitario, pensionati e non autosufficienti

È un “bilancio negativo”, per i sindacati dei pensionati e per Cgil Cisl e Uil confederali, quello di cinque anni di governo Crocetta per quanto riguarda “le politiche di welfare e quelle sociali in Sicilia, regione dove il 50% dei pensionati vive con 500 euro al mese rappresentando lo zoccolo duro del popolo della povertà relativa”. È quello che è emerso durante gli esecutivi unitari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp regionali, ai quali hanno partecipato anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil siciliane, Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone.  Oltre al bilancio della legislatura si è discusso del prosieguo dell’iniziativa sindacale. Ed è un pressing sulla politica tutta, quello che hanno deciso di mettere in atto i sindacati in questa parte finale di legislatura e nella fase che si apre, di campagna elettorale. “Non ci aspettiamo molto da questo esecutivo – è la tesi dei segretari dei sindacati dei pensionati Maurizio Calà, Alfio Giulio e Nino Toscano e di quelli di Cgil Cisl e Uil – ma chi si candida a governare ci deve dire con chiarezza cosa intende fare su alcuni grandi temi: sulle politiche sociali e sulla non autosufficienza, per contrastare la povertà e per rendere realmente accessibile il sistema sanitario, innanzitutto a chi come gli anziani sconta condizioni di cronicità”. “In questi anni – hanno specificato i segretari di Spi, Fnp, Uilp – ci abbiamo sempre provato, con manifestazioni, accordi che spesso non hanno prodotto i risultati sperati come quello siglato con l’assessorato alla Famiglia. A rendere tutto più difficile, i continui cambi di assessore, sei in cinque anni con lo stesso Crocetta che ha assunto per due volte l’interim. Tra i risultati ottenuti – hanno rilevato – lo sblocco della spesa del Pac. Chiedevamo però di più per fare delle tutele, dei servizi e della redistribuzione del reddito, un elemento di sviluppo”. Spi, Fnp Uilp assieme a Cgil Cisl e Uil lanciano dunque una sfida su alcuni punti chiave a chi si candida a governare: “Servono una legge di riordino delle politiche sociali per un intervento coordinato, quindi una normativa unica e un fondo unico; una legge regionale sulla non autosufficienza che affronti anche il tema della disabilità gravissima, ma non solo, istituendo un apposito fondo; chiediamo interventi di contrasto alla povertà cominciando con l’approvare la legge di iniziativa popolare che abbiamo proposto”. I sindacati chiedono anche l’istituzione di un unico assessorato per sanità e sociale “perché uno dei problemi – è la loro tesi – è la mancanza di relazioni tra i due assessorati, che rende più difficile l’intervento sul territorio soprattutto ai fini della prevenzione. In tema di sanità – hanno detto – riteniamo anche fondamentale la riorganizzazione della medicina del territorio e la soluzione dei problemi di accesso al sistema, per garantire prevenzione e cura, partendo dalla soluzione dell’annoso problema delle liste di attesa”.