ENNA, CISL: RIVITALIZZIAMO L’ENTROTERRA SICILIANO

Per il sindacato va elaborato «un percorso di riscatto» che annulli la tendenza alla marginalità. Ma c’è bisogno del concorso di istituzioni e parti sociali, di associazioni tra comuni. E vanno potenziate «la progettazione locale, la partecipazione dei cittadini nelle scelte di sviluppo locale, il coinvolgimento del capitale privato». E lo scambio di informazioni che agevoli l’attuazione della Snai, la Strategia delle aree interne

Riflessioni puntuali e spunti interessanti hanno caratterizzato la tavola rotonda dal titolo “Aree interne: zavorre o risorse? Politiche di sviluppo e infrastrutture sociali”, organizzata dalla Cisl Agrigento-Caltanissetta-Enna all’Isituto Lincoln di Enna. Il confronto, moderato dal giornalista Paolo Di Marco, ha fatto scaturire l’esigenza di elaborare un percorso di riscatto con le amministrazioni locali e regionale per il quale la Cisl è pronta a collaborare.

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REGIONE, «CI PREOCCUPA UNA MANOVRA LACRIME E SANGUE»

Così Cgil Cisl e Uil riguardo all’eventualità che il buco di 780 milioni rilevato tra le pieghe dei conti regionali, debba essere coperto in soli tre anni. Siamo virtualmente in esercizio provvisorio, lamentano i sindacati denunciando che con le spese in dodicesimi sarà impossibile intervenire sulle emergenze. «Il governo nazionale rinomini al più presto la commissione paritetica Stato-Regione»

«Se la Regione dovesse coprire in tre anni il buco di 780 milioni di euro come dichiarato dalla Corte dei Conti, sulla base della normativa vigente a livello nazionale, per i siciliani si profilerebbe una manovra finanziaria lacrime e sangue». Così Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone, segretari rispettivamente di Cgil Cisl e Uil regionali che manifestano tutta la loro preoccupazione: «Siamo già virtualmente in esercizio provvisorio con tutto quello che ne comporta.

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SVIMEZ: SERVE UN DUPLICE PIANO, PER IL SUD E LA SICILIA

Così la Cisl commentando i dati del Rapporto 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno. Per il sindacato c’è bisogno di un accordo che fissi le coordinate di politiche, dal welfare all’economia circolare. E quanto al piano annunciato dal governo Conte bis, è «una condizione necessaria ma non sufficiente»

Per arrestare il declino del Sud e della Sicilia il piano per il Mezzogiorno annunciato dal governo Conte bis è «una condizione necessaria ma non sufficiente». Serve, parallelamente, che la Regione «acceleri sul piano degli investimenti sviluppando il welfare sociale e l’economia circolare».

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CISL A MUSUMECI: SERVONO DUE PATTI PER UN PIANO STRAORDINARIO

Così il sindacato per un duplice accordo in otto punti col Governo, «intergenerazionale e di condivisione istituzionale». Obiettivo: sviluppare il welfare sociale e l’economia circolare per dare qualità alla vita e al lavoro e fermare l’esodo dei giovani: più del 50% di chi che se va dall’Isola ha meno di 34 anni, un terzo una laurea in tasca. Il governatore: l’Ue ci autorizzi le procedure straordinarie con il controllo di Roma. New entry nella segreteria regionale: eletto il siracusano Paolo Sanzaro

Il nodo della conciliazione tra vita privata e lavoro, che investe specialmente le chance delle donne nella società. La rete dei servizi sociali per famiglie, bambini, anziani, immigrati. Poi la questione occupazione, giovanile specialmente: «più del 50% di chi se ne va dalla Sicilia ha meno di 34 anni».

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«DUPLICE PATTO PER RILANCIARE LA SICILIA»: LA PROPOSTA CISL

Se ne parlerà mercoledì 23 dalle 15, nell’Hotel La Torre di Mondello-Palermo presenti Musumeci, Alvano, La Rocca, Busetta. E per la Cisl, il segretario per la Sicilia Cappuccio e il numero due nazionale, Sbarra

Un duplice patto, «intergenerazionale e di condivisione istituzionale». A lanciarlo la Cisl Sicilia per promuovere nell’Isola «economia circolare, infrastrutture sociali, lavoro produttivo». E per arrestare «l’esodo di giovani che da troppo tempo, valigia in mano, cerca un futuro andando via»: più del 50% di coloro che se vanno ha meno di 34 anni.

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SINDACATI A PROVENZANO: UN COLPO D’ALA PER FAR RIPARTIRE IL SUD

Per Cgil Cisl e Uil che nel pomeriggio hanno incontrato il ministro a Palermo, serve un confronto periodico per l’analisi delle politiche per il Mezzogiorno. E va data celere attuazione alla norma che stabilisce che il 34% della spesa pubblica ordinaria dello Stato sia destinato al Sud

Un «incontro utile». Ma che, per essere tale, «non può restare episodico». «Servono continuità. E fatti concreti». Così Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone, segretari rispettivamente di Cgil Cisl e Uil regionali, riguardo alla riunione svoltasi nel primo pomeriggio di oggi nella sede della prefettura di Palermo, tra il ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano e i vertici regionali dei sindacati.

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SICILIA, BOOM DI «GIOVANI IN BILICO TRA PAURA E DESIDERIO»

È l’Isola la regione d’Italia con la maggior quota di giovani Neet, che non studiano né lavorano: il 38,6%. A seguire le altre del Sud, con la Sardegna che mostra la performance migliore (27,5%). Tra i paesi Ue la media è del 12,9%. A far luce su questo mondo, che registra anche un 11% di laureati non ancora trentenni totalmente inattivi, Unicef Italia con la ricerca sul «Silenzio dei Neet»

Neet è un acronimo inglese che sta per Not in Education, employment or training, e definisce i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano né lavorano o seguono un qualche percorso di formazione. Un target di popolazione che Unicef Italia ha provato a scandagliare con la ricerca Il silenzio dei Neet.

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UN CONTATORE CHE MISURA IL DIVARIO TRA SICILIA E CONTINENTE

Da oggi la Cisl conterà i giorni trascorsi da quel 10 aprile 2015 che vide il crollo del viadotto Himera sull’A19. Lo farà su CislSicilia.it quattro anni e mezzo dopo la frana che tagliò in due la regione. Per «rivendicare procedure straordinarie». E perché, mentre stanno per partire i lavori per il Ponte Morandi, per i 270 metri del viadotto si procede al ritmo di lavori-lumaca. Cappuccio: «Sulla rete dei trasporti il governo regionale richiami Anas e Rfi, noi non assisteremo inermi allo stallo»

«Duecentosettanta metri che testimoniano la distanza della Sicilia dal resto del Paese in quella vergogna infinita che è il viadotto Himera sull’A19 Palermo-Catania. Sono passati quattro anni e mezzo da quel 10 aprile 2015 e ancora è tutto fermo mentre stanno per partire i lavori per il Ponte Morandi a Genova.

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#CLIMATESTRIKE, VENERDÌ CISL IN PIAZZA: CHIEDIAMO #CLIMATEJUSTICE

Per il sindacato guidato in Sicilia da Cappuccio, «servono politiche non parolaie con una logica glocal» per salvaguardare gli ecosistemi riconvertendo in chiave ecosostenibile i modelli di produzione. La leader Furlan: «Il 27 invitiamo tutti a partecipare alle manifestazioni promosse dai giovani. La Cisl ci sarà convintamente»

Ci sarà anche la Cisl Sicilia venerdì 27 nelle piazze siciliane, per dire no al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici imposti da logiche economiche e politiche miopi. E per sostenere, assieme a Greta Thumberg e ai ragazzi di #FridaysForFuture, la necessità di agire subito, a ogni livello.

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REGIONE: IL GOVERNO CI DICA QUAL È LO STATO DELL’ARTE DEI CONTI

Così il segretario della Cisl Sicilia Cappuccio, per il quale «leggere quotidianamente sulle pagine dei giornali gridi d’allarme su buchi e disavanzi, e di scontri tra vertici istituzionali sull’assetto finanziario della Regione, è uno stillicidio che non lascia tranquillo il nostro mondo»

«Sui conti della Regione c’è bisogno di chiarezza. Di venir fuori dal limbo delle incertezze. Noi ci aspettiamo un confronto, a Palazzo d’Orleans, tra governo e parti sociali, che faccia piena luce sullo stato dell’arte delle finanze regionali». Così Sebastiano Cappuccio, segretario della Cisl Sicilia, nel corso dei lavori che stamani hanno riunito i vertici provinciali e delle federazioni regionali del sindacato, a Brancaccio, nella periferia di Palermo in cui il 15 settembre di ventisei anni fa si consumò la vicenda di padre Pino Puglisi.

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