BLUTEC, FIM CISL: “SIAMO SERIAMENTE PREOCCUPATI”

L’azienda, nel corso di un incontro al Mise, si è impegnata a restituire a Invitalia i 20 milioni incassati e a presentare un nuovo piano industriale. In fibrillazione il sindacato per le sorti dei 700 lavoratori. Domani assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, il 31 nuovo incontro di monitoraggio e verifica

Si è svolto stamani nel ministero dello Sviluppo economico, a Roma, l’incontro sulla Blutec di Termini Imerese a cui hanno partecipato il viceministro Teresa Bellanova, i rappresentanti della Regione, il Comune di Termini, l’azienda, i sindacati e Invitalia. Nel corso della riunione i dirigenti della Blutec si sono impegnati con Invitalia a restituire il finanziamento già ottenuto e ad avviare il confronto per un nuovo piano di investimento. Il tavolo di monitoraggio e verifica è stato riconvocato per giovedì 31 maggio. Al termine dell’incontro la Fim Cisl ha diramato una nota in cui si dice “molto preoccupata” perché “Invitalia e il ministero del Lavoro hanno confermato la revoca del contratto di sviluppo e la richiesta di restituzione del finanziamento, 20 milioni, che era stato erogato a Blutec”. Preoccupato, precisa Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim Cisl, “per l’evoluzione di questo difficile processo di reindustrializzazione in cui l’obiettivo principale è la salvaguardia occupazionale degli oltre 700 lavoratori”. “Martedì prossimo – informano Ludovico Guercio, segretario Fim Cisl Palermo Trapani, Giovanni Scavuzzo Battaglia, Rsu Fim Cisl e Antonino Cirivello, Responsabile Cisl di Termini Imerese – l’azienda dovrà versare un assegno come anticipo, presentare un programma di rateizzazione per il resto e un nuovo piano industriale per proseguire. La situazione è molto delicata, se gli impegni non verranno rispettati, rischia di saltare il progetto di reindustrializzazione del sito”. E per Leonardo La Piana, segretario Cisl Palermo Trapani, “dopo tanti anni di attesa, dopo che oltre 700 famiglie hanno sperato per un lungo periodo di vedere rinascere la fabbrica, non si può pensare di tornare indietro. Intervengano le istituzioni per garantire il futuro dell’area industriale e il rilancio del territorio”.
Domani alle 10 si terrà un’assemblea degli operai davanti ai cancelli della fabbrica. (ug)

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