CALTANISSETTA SENZ’ACQUA, LINEA COMUNE SINDACATI-SINDACI

La nota di Cgil Cisl Uil nissene, che assieme alle municipalità puntano a ottenere risposte concrete. Nella maggioranza dei Comuni della provincia “l’acqua non è né potabile né bevibile, ogni nucleo familiare spende in media oltre 500 euro l’anno oltre la bolletta salata e si compra l’acqua anche per cucinare”

La nota di Cgil Cisl Uil nissene, che assieme alle municipalità puntano a ottenere risposte concrete. Nella maggioranza dei Comuni della provincia “l’acqua non è né potabile né bevibile, ogni nucleo familiare spende in media oltre 500 euro l’anno oltre la bolletta salata e si compra l’acqua anche per cucinare”

Cgil Cisl Uil esprimono soddisfazione per la partecipazione di tanti sindaci in rappresentanza della maggioranza della popolazione dei cittadini dei 22 Comuni. Il sindacato confederale denuncia la povertà alla quale è relegata la provincia di Caltanissetta, la non attenzione dei Governi su temi fondamentali per la qualità della vita dei cittadini, dall’acqua ai rifiuti. Le tariffe dell’acqua sono aumentate ogni anno del 5%, la gestione e la distribuzione continua a non essere pubblica, nella maggioranza dei Comuni l’acqua non è né potabile né bevibile, ogni nucleo familiare spende in media oltre 500 euro l’anno oltre la bolletta salata e si compra l’acqua anche per cucinare. Cgil Cisl Uil prendendo atto di queste allarmanti certezze hanno riunito i Sindaci per concordare e condividere una linea comune al fine di ottenere risposte concrete a beneficio delle tasche dei cittadini oltre che alla vita quotidiana. Solo negli ultimi 6 mesi nella maggioranza dei Comuni sono state emesse ordinanze per vietare l’uso dell’acqua per torbidità.
Cgil Cisl Uil denunciano il rimbalzo di competenze tra Siciliacque Regione, Caltaqua e su questo aspetto è corretto rivendicare chiarezza. Da oggi, in provincia di Caltanissetta, si inaugura una nuovo modello vertenziale che vede dialogare in modo costruttivo le parti sociali, preservando l’autonomia di rappresentanza e nel contempo unendo le forze per evitare un ulteriore indebolimento della vita dei cittadini e sperare, anzi, in un riscatto che eviti la conferma dei 22 Comuni nelle classifiche nazionali, in posizioni terribili, di povertà locale anche in ambito dell’erogazione dei servizi.