CAMBIARE LA POLITICA ECONOMICA, PUNTARE ALL’EUROPA FEDERALE

Per Furlan, sono le ragioni per cui Cgil Cisl e Uil, sabato 9, scenderanno in piazza a Roma. C’è bisogno di riportare al centro la crescita. Ma la manovra finanziaria «fa esattamente il contrario di quello di cui ci sarebbe bisogno». Eppure, l’Italia ha interesse a rilanciare lo sviluppo. A infrastrutture che la colleghino meglio e più all’Ue. E a «un’Europa che faccia il salto di qualità politico»

La manifestazione sindacale di Cgil Cisl e Uil, che si terrà sabato 9 a Roma sull’hashtag #FuturoalLavoro, per la crescita, gli investimenti, le infrastrutture. E la cornice europea di cui «non possiamo fare a meno nella prospettiva degli Stati Uniti d’Europa». Così stamani Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl, parlando a Bergamo. Per la leader Cisl, «bisogna che il Governo, celermente, la smetta di buttare via anni di sacrifici e torni a fare una politica economica a favore della crescita e dello sviluppo». Sabato, con la manifestazione nazionale unitaria, «puntiamo a presentare, insieme a lavoratori, pensionati e a tanti giovani, quella che è la piattaforma che avevamo illustrato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ahinoi, del tutto inascoltati». «Questo paese ha innanzitutto il tema della crescita e del lavoro da affrontare, e questa manovra finanziaria blocca le infrastrutture, taglia le risorse per gli investimenti centrali e locali, taglia le ore di formazione, di alternanza scuola-lavoro, taglia le risorse sulle innovazioni per impresa 4.0: cioè, fa esattamente il contrario di quello di cui ci sarebbe bisogno», ha insistito la leader Cisl. «Questo diremo sabato al Governo: che deve cambiare linea economica», ha aggiunto. Anche perché, drammaticamente, pure i dati economici emersi in questi giorni sottolineano come l’Italia sia già in recessione tecnica, che significa essere «a un passo dalla recessione economica e produttiva». Poi, «siamo nel momento dei tutti No», ha rilevato Furlan. «No alla Tav, No alla pedemontana veneta e lombarda, No al traforo sul Brennero. È evidente che la politica infrastrutturale sia stata inspiegabilmente bloccata, bloccando miliardi di investimenti e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Noi siamo in un Paese che ha assolutamente bisogno di collegare il Sud con il Nord e il Paese tutto con il resto d’Europa. Ed è per questo che questa linea di blocco delle infrastrutture adottata dal Governo è assolutamente sbagliata. È esattamente il contrario di quello che dobbiamo realizzare».
Furlan si è quindi soffermata sul tema dell’Europa, anche in vista della scadenza elettorale di maggio. «L’Italia tutta ha bisogno di essere collegata meglio e di essere protagonista dentro all’Europa. Il modo sicuro per farcela è quello di esserci in Europa – ha sostenuto – di avere proposte da offrire alla comunità europea. Noi siamo davanti a una scelta importante: quella di rafforzare o no l’Europa. Per essere competitivi nel mondo e sui mercati internazionali, non possiamo fare a meno dell’Europa. L’Italia da sola, così come ogni singolo Stato europeo, non ce la può fare ad affermare la propria competitività. Per questo abbiamo bisogno di un’Europa più collegata attraverso le infrastrutture materiali e immateriali, di un’Europa che faccia un salto di qualità politico passando dall’Europa della moneta all’Europa dei popoli. Per questo – ha ripetuto Furlan – sarà necessario riformare le istituzioni europee affinché i cittadini si sentano più partecipi e più determinanti nelle scelte della politica europea».
Per la leade Cisl, «abbiamo bisogno di un’Europa federale, degli Stati Uniti d’Europa. L’idea della Cisl è proprio questa: il dibattito non è se stare o meno in Europa ma come cambiare l’Europa perchè sia più determinante in termini di qualità ma anche di pace nelle politiche internazionali. La costruzione dell’Europa ha consentito al nostro paese di avere almeno tre generazioni che sono nate e vissute nella pace. L’Europa è importante per gli equilibri internazionali in tutto il mondo e quando l’Europa manca, non è capace o non è in condizione di esprimersi, generalmente il mondo è un pò più povero e ha più guerre. Noi riteniamo che vada ridiscusso lo statuto economico europeo, il fiscal compact, che vada messa al centro una grande campagna di investimenti europei su crescita, sviluppo, lavoro e che vadano create dentro all’Europa meno diseguaglianze». Insomma, gli Stati federali, l’Europa Federale, per la Cisl è la scommessa su cui puntare. (ug)

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