CATANIA, TEATRO STABILE FATISCENTE: SI FERMANO LE ATTIVITÀ

I sindacati: intonaci staccati, stanze allagate, computer inutilizzabili, documenti in rovina, impianto elettrico e di riciclo dell’aria, danneggiati. “Inevitabile lo stop. Serve una sede alternativa che permetta la ripresa in tutta sicurezza”

Le segreterie provinciali di Cgil Cisl Uil e Ugl, con le rispettive federazioni dei lavoratori dello spettacolo Slc-Cgil, Fistel-Cisl,  Uil-Com e Ugl-Spettacolo, denunciano il grave stato in cui versano i locali del Teatro Stabile di Catania, situati in un plesso delle Ciminiere, dopo la pioggia torrenziale dei giorni scorsi: intonaci staccati, stanze allagate, computer inutilizzabili, documenti andati in rovina e l’inevitabile danneggiamento dell’impianto elettrico nonché di riciclo dell’aria, hanno portato al blocco delle attività.
«Da anni – dichiarano i segretari generali provinciali Giacomo Rota (Cgil), Maurizio Attanasio (Cisl), Enza Meli (Uil), Giovanni Musumeci (Ugl) con Gianluca Patanè (Slc Cgil), Antonio D’Amico (Fistel Cisl), Salvo Orlando (aggiunto Uil-Com) e Cosimo Fichera (Ugl Spettacolo) – le segreterie provinciali denunciano alla Città Metropolitana le precarie condizioni delle strutture che già in passato sono state interessate da problematiche di vario genere, ma senza avere alcun riscontro».
«In questi giorni – aggiungono – insieme all’amministrazione, i nostri rappresentanti sindacali hanno preso la decisione di fermare le attività per la salvaguardia del personale. Ma riteniamo che una soluzione alternativa per la ripresa, debba essere adottata con estrema urgenza».
Cgil Cisl Uil e Ugl con Slc-Cgil Fistel-Cisl Uil-Com e Ugl-Spettacolo di Catania, chiedono alle istituzioni competenti di individuare una struttura che permetta a una delle più grandi istituzione culturali della città di Catania di riprendere in tutta sicurezza le normali attività lavorative.
«Ci auguriamo – concludono – che il nostro appello non sia nuovamente disatteso, per dare un sostegno a questo teatro in lenta ripresa che sembra non avere mai pace».

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