#CITTADINANZADAY VENERDÌ 13, PER L’OK ALLO IUS SOLI

Sarà il giorno della mobilitazione affinché il parlamento vari la riforma che è “legge di civiltà, che va nel senso dell’inclusione e della coesione sociale”. Appuntamento in piazza Montecitorio a Roma, che sarà teatro di laboratori, flash mob, cori, palloncini tricolore. Sono 815 mila i minori stranieri che vivono in Italia e frequentano le nostre scuole

Sarà la piazza italiana della cittadinanza. Per un giorno almeno. È piazza Montecitorio a Roma dove, venerdì prossimo 13 ottobre a partire dalle 16, associazioni, sindacati, insegnanti, genitori, semplici cittadini, manifesteranno per chiedere l’approvazione in parlamento entro questa legislatura del progetto di legge che introduce lo Ius soli temperato e lo Ius culturae. Così venerdì sarà il #CittadinanzaDay, come recita l’hashtag coniato da #Italianisenzacittadinanza e L’Italia sono anch’io, le associazioni che hanno lanciato l’iniziativa fatta propria anche da Cisl e Anolf che, in una nota, richiamano il parlamento al “senso di responsabilità nei confronti dei tanti minori stranieri che vivono nel nostro paese e frequentano le nostre scuole”: 815 mila al 31 dicembre 2016, secondo calcoli del Miur.
L’iniziativa prende le mosse dall’affermazione secondo cui “è questo il momento di votare una legge che sancisce il principio che chi cresce in Italia è italiano”. Oltretutto per chi si mobiliterà, “la ricchezza interculturale dell’Italia di oggi – argomentano #Italianisenzacittadinanza e l’Italia sono anch’io – è il miglior antidoto alle preoccupanti derive razziste e ai discorsi d’odio”. Al sit-in, che per un pomeriggio farà della piazza antistante a uno dei due rami del parlamento il teatro di laboratori creativi, flash mob, cori e palloncini tricolore, aderisce pure la rete degli Insegnanti per la Cittadinanza che qualche giorno fa ha lanciato l’idea di uno sciopero della fame a staffetta per sollecitare il parlamento al varo definitivo della norma. Nell’appello di insegnanti ed educatori, raccolto in questi giorni anche da parlamentari, ministri e sottosegretari, si legge: “Noi insegnanti guardiamo negli occhi tutti i giorni gli oltre 800 mila bambini e ragazzi figli di immigrati che, pur frequentando le scuole con i compagni italiani, non sono cittadini come loro. Se nati qui, dovranno attendere fino a 18 anni senza nemmeno avere la certezza di diventarci, se arrivati qui da piccoli (e sono poco meno della metà) non avranno attualmente la possibilità di godere di uguali diritti nel nostro paese”. “Ci troviamo così nella condizione paradossale – prosegue l’appello – di doverli educare alla ‘cittadinanza e costituzione’ seguendo le Indicazioni nazionali per il curricolo, che sono legge dello stato, sapendo bene che molti di loro non avranno né cittadinanza né diritto di voto. Questo stato di cose è intollerabile”.
Cisl e Anolf, nell’annunciare la partecipazione al #CittadinanzaDay, sottolineano “l’impegno del sindacato sulla riforma in discussione in parlamento” affinché “tutti i minori stranieri nati sul nostro territorio e quelli giunti in Italia in tenera età, abbiano il diritto di essere cittadini italiani a pieno titolo”. “Ci appelliamo al buon senso della classe politica per dare risposte concrete ai necessari processi di integrazione, consapevoli che solo così si può creare vera coesione sociale”, si legge inoltre in una nota che annuncia la partecipazione della Cisl Scuola, al #CittadinanzaDay. E la leader nazionale della Cisl, Annamria Furlan, si augura “che si possa approvare la legge sullo Ius soli prima della fine della legislatura”. “Sarebbe un segnale di speranza, di civiltà, di rispetto nei confronti di tanti bambini”, ha ripetuto.
Per Cisl e Anolf siciliane “la riforma della cittadinanza serve perché è misura di civiltà che va nel senso dell’inclusione e della coesione sociale. Dunque, del superamento delle logiche miopi di separatezza e marginalizzazione, che non conducono mai a nulla di buono”. (ug)