EDILI IN SCIOPERO PER IL CONTRATTO, LA SALUTE, LE PENSIONI

A Palermo la manifestazione regionale. Oltre ad aumenti salariali in linea con gli altri settori, i sindacati chiedono la riforma delle casse edili, più sicurezza, la lotta al lavoro nero, la creazione di un fondo sanitario integrativo nazionale, il potenziamento del fondo integrativo per le pensioni anticipate

Edili in sciopero oggi in Sicilia, con un’adesione che secondo le stime sindacali si attesta sopra al 60%, e corteo a Palermo per il rinnovo del contratto, per il lavoro, la salute e le pensioni. La manifestazione, a carattere regionale, è una delle sei organizzate nel Paese da Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil su questi obiettivi. Il corteo da piazza Verdi si è mosso verso la sede dell’Ance Sicilia dove è atteso un incontro. Il contratto di lavoro dell’edilizia è scaduto da un anno e mezzo e le trattative con l’Associazione nazionale dei costruttori registrano una fase di stallo. Oltre ad aumenti salariali in linea con gli altri settori, i sindacati chiedono la riforma delle casse edili, più sicurezza sul lavoro, la lotta al lavoro nero, la creazione di un fondo sanitario integrativo nazionale per garantire il diritto alla salute e la prevenzione, il potenziamento del fondo integrativo per il pensionamento anticipato per dare la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e favorire il ricambio generazionale. “Da 18 mesi attendiamo che venga rinnovato il contratto di categoria – afferma Stefano Macale, segretario nazionale Filca Cisl – per mettere in sicurezza il sistema bilaterale, il salario, per un’attenzione alla previdenza integrativa. Vogliamo regole certe per l’applicazione del contratto collettivo nazionale dell’edilizia. Vanno sbloccate – aggiunge – le opere già finanziate ma ferme per le pastoie burocratiche – come quelle del Patto per il Sud”. “Con questa manifestazione – afferma Franco Tarantino, segretario della Fillea Sicilia – intendiamo anche sollecitare alle istituzioni regionali un’attenzione particolare nei riguardi di un settore in crisi, che ha registrato nell’ultimo anno undicimila posti di lavoro in meno”. “È giunto il momento di sbloccare realmente la spesa e fare ripartire i cantieri – osserva Francesco Di Martino, segretario della Feneal Uil Sicilia – dando ristoro a una categoria provata e impulso allo sviluppo”.