FALCONE, CISL: “UN SIMBOLO VIVE NONOSTANTE IL PICCONE”

Indegno atto vandalico ai danni della statua che ricorda il magistrato, nel quartiere Zen a Palermo. Via Twitter le parole di Milazzo, della Furlan. Del sindacato della scuola. E del presidente del Consiglio Gentiloni

La statua di Giovanni Falcone che si erge davanti alla scuola che porta il nome del magistrato, nel quartiere Zen a Palermo, stamani è stata gravemente danneggiata. Ignoti hanno staccato la testa dal busto e utilizzato poi un pezzo della scultura come ariete contro il muro dell’istituto. Sulla vicenda è stata aperta una indagine. Non è la prima volta che la statua che ricorda il magistrato, subisce danneggiamenti. Ma gli atti vandalici di oggi arrivano a poco più di una settimana dall’anniversario della strage di via D’Amelio, il 19 luglio 1992, nella quale la mafia assassinò Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta.
Sulla vicenda sono intervenuti, via Twitter, il segretario della Cisl Sicilia Mimmo Milazzo

 

e la leader nazionale Cisl, Annamaria Furlan, con un appello a “non abbassare la guardia contro mafia e delinquenza”.

Anche il premier Gentiloni ha voluto manifestare, sul social, lo sdegno del Governo per “una misera esibizione di vigliaccheria”.

E parole di condanna sono state pronunciate pure da Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola e Francesca Bellia, segretaria della Cisl Scuola Sicilia. Per le due sindacaliste, il gesto di chi ha distrutto il busto di Falcone usandolo per atti di vandalismo contro una scuola, “è oltraggioso e vile”. Perché “sono stati colpiti sia l’immagine di un eroe della lotta alla mafia sia un’istituzione, la scuola, che è la risorsa fondamentale su cui far leva per promuovere la cultura della legalità”. (ug)