FERROVIE, CONTRATTO DI SERVIZIO: “BENE MA ORA SI ADEGUI LA RETE”

Soddisfatte Cisl e Fit: l’acquisto di 43 treni è necessario per l’ammodernamento del sistema. Ma ora serve un accordo di programma fra Regione e Rfi per potenziare le infrastrutture in un’ottica di integrazione delle rotaie e del trasporto su gomma

“Esprimiamo la nostra soddisfazione per la firma del contratto di servizio fra Regione e Ferrovie, noi lo chiedevamo da tanti anni. L’acquisto di 43 treni è necessario per dotare l’Isola di un trasporto ferroviario che sia più efficiente e puntuale. Finalmente oggi i siciliani hanno la speranza di avere un’offerta commerciale che dagli attuali 380 treni circa sarà portata a 450 treni, e dagli attuali 9.400.000 Km/treno a 10.400.000 Km/treno”. Ad affermarlo, commentando la firma del contratto di servizio da 1,2 miliardi di euro fra Regione e Ferrovie avvenuta stamani a Palermo, sono Mimmo Milazzo, segretario Cisl Sicilia e Amedeo Benigno, segretario Fit Cisl Sicilia. “Oggi con la firma del contratto di servizio vengono poste le basi per la costruzione di un sistema di trasporto integrato che colleghi col treno le province siciliane – sostengono Milazzo e Benigno – . È un grosso punto di partenza. Auspichiamo adesso un accordo di programma fra Regione e Rfi per potenziare anche le infrastrutture partendo dalla conclusione dei lavori del passante ferroviario di Palermo, dei lavori sulla linea Alcamo Diramazione-Trapani, del collegamento dei due aeroporti Birgi-Falcone Borsellino, Cinisi, della Fiumefreddo Giampilieri Catania (il nodo della fermata Fontanarossa, CT-PA). Si parta con un serio sviluppo ferroviario in Sicilia per garantire la mobilità ai cittadini siciliani”.
“Finalmente, dopo i sei Jazz, si parla di un corposo investimento sul materiale rotabile, da oggi c’è una garanzia in più per l’occupazione dei ferrovieri”. Milazzo e Benigno concludono: “Un accordo di programma quadro con Rfi deve diventare uno dei pilastri del piano regionale dei trasporti, finalizzato a un efficientamento del trasporto pubblico locale in un’ottica di sinergia e integrazione con il trasporto su gomma. Soltanto con una visione del gommato inteso come mezzo di interscambio integrato con il ferro, in altre parole il gommato va dove non arriva il treno, si possono azzerare gli sprechi ottimizzando l’uso delle risorse e offrendo alla collettività servizi degni di un paese europeo (anche attivando il biglietto integrato). Occorre, infine, un potenziamento della struttura regionale di Trenitalia sia per garantire la puntualità dei treni sia per mantenere quanto sottoscritto nel contratto siglato oggi”.

Print Friendly, PDF & Email