FORESTALI, CONSEGNATA AL GOVERNO PROPOSTA DI RIFORMA DEL SETTORE

La firmano Flai Fai e Uila siciliane, che daranno ora corso al confronto con le amministrazioni locali così da esercitare pressioni sull’Esecutivo. Obiettivo: il varo della legge regionale di riordino entro aprile. Intanto, riguardo al contratto integrativo, i sindacati fanno sapere che a breve saranno erogati gli arretrati da settembre

“Personale e competenze non mancano: si tratta ora di ridefinire gli ambiti di azione dei forestali secondo una nuova politica ambientale e del territorio che punti alla vivibilità e allo sviluppo economico della Sicilia”. È questa la logica della proposta di riordino del settore forestale presentata da Flai Fai e Uila siciliane al governo regionale, sulla quale i sindacati di categoria cercheranno adesso il consenso degli amministratori locali attraverso iniziative nei territori, con l’obiettivo di fare pressione per il varo della nuova legge regionale di settore entro aprile. “La nostra – ha detto Alfio Mannino, segretario generale della Flai Sicilia intervenendo agli attivi unitari svoltisi in mattinata a Palermo con la partecipazione di oltre 800 tra lavoratori e rappresentanti sindacali – non è una battaglia corporativa: la sfida che lanciamo riguarda la possibilità di avere un nuovo assetto del territorio, di produrre ricchezza attraverso i boschi e, ovviamente, lavoro qualificato e stabile”.
“Non solo manutenzioni e antincendio per i forestali – ha detto Pierluigi Manca, leader della Fai Cisl regionale – quello che chiediamo è l’allargamento delle competenze alla messa in sicurezza del territorio e al dissesto idrogeologico. Inoltre, pensando al bosco come risorsa, in linea con il testo unico nazionale, si può incrementare la produttività della forestazione, giungendo perfino alla sua autosostenibilità economica”. Lo sviluppo del settore, da raggiungere secondo i sindacati anche con il coordinamento degli enti di servizio all’agricoltura (Esa e Consorzi di bonifica) sotto la regia dell’assessorato competente, “deve ovviamente anche produrre la stabilizzazione dei lavoratori” impegnati – per via della riforma auspicata da Flai Fai e Uila – in attività a largo raggio. In proposito Flai Fai e Uila propongono, tra le altre cose, di ridurre a due, nell’arco di un triennio, i contingenti: lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori con garanzia occupazionale di 151 giornate annue.
Per i sindacati comunque, servono “energie fresche per il rilancio del territorio e del bosco, che può significare – sottolineano – incremento del turismo, sviluppo di energie alternative come le biomasse, insomma per un utilizzo produttivo”. “Finora – ha sostenuto il numero uno della Uila Uil, Nino Marino – la classe politica ha affrontato la questione della forestazione in maniera miope, senza dare aria e gambe alle sue enormi potenzialità ai fini dello sviluppo dell’Isola, della vivibilità, del lavoro. Tutela del territorio – ha aggiunto – significa occuparsi delle aree a rischio, dei siti stradali, di tutti i terreni abbandonati, che sono poi quelli dove scoppiano gli incendi. Significa salvaguardare le zone montane e prevenire e contrastare i problemi determinati da alluvioni o eruzioni vulcaniche, azioni per cui la Protezione civile – ha rilevato – non ha personale sufficiente”.
Sul loro progetto di “gestione sostenibile del settore forestale, finalizzata alla tutela del territorio e allo sviluppo”, i sindacati di categoria chiedono al governo un confronto “affinché l’Aula di palazzo dei Normanni possa incardinare quanto prima il disegno di legge di riforma” altrimenti, hanno sottolineato Mannino, Manca e Marino, “i forestali torneranno a fare sentire la loro voce”.
Buone notizie per la categoria frattanto, riguardo al contratto integrativo approvato. Verranno a breve erogati gli arretrati da settembre: “Le risorse ci sono, ci siamo impegnati affinché fossero garantiti i necessari appostamenti di bilancio – hanno detto i tre segretari – e la Cassa della ragioneria generale sta per riaprire i battenti”.

Print Friendly, PDF & Email