GIOVANI IN FUGA, SUD, INFRASTRUTTURE, FONDI UE, ALITALIA

La leader Cisl Furlan al congresso del sindacato siciliano. Un intervento a tutto tondo sui principali temi sul tappeto. Ma sui giovani con la valigia in mano, ben 75 mila dalla Sicilia, “questo significa perdere il futuro, per questa regione e per il resto del Paese”

“La Sicilia ha bisogno di interventi strutturali che facciano ripartire l’economia reale mettendo al centro il tema del lavoro”. Questa l’analisi della segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan in occasione del XXII congresso del sindacato siciliano. L’assise s’era aperta ieri con la relazione del segretario in carica nell’Isola, Mimmo Milazzo. Si chiuderà nel pomeriggio con le operazioini di voto per l’elezione dei nuovi vertici regionali. Per Furlan, è cruciale il tema “dei giovani laureati che dal Sud vanno all’estero. Il Paese esce dalla crisi solo se lo fa da Palermo a Trento. Questa regione ne ha contati addirittura 75 mila in fuga: questo significa perdere il futuro, per questa regione e per il resto del Paese”.  Per Furlan, servono strumenti di accompagnamento verso l’occupazione e quelli già adottati, come l’alternanza scuola-lavoro, non sono sufficienti “se prima non si creano i posti di lavoro attraverso la crescita e lo sviluppo”. Ma a preoccupare la leader sindacale è anche “la disoccupazione di ritorno degli adulti che perdono il lavoro e concludono il percorso degli ammortizzatori sociali senza trovarne un altro”. Quindi, tracciando una sorta di ‘ricetta’ per il rilancio dell’Isola, Furlan ha ribadito non solo la necessità di “interventi per le infrastrutture materiali e immateriali, che sono fondamentali”, ma ha anche denunciato “il dramma di una classe dirigente a volte incapace nel gestire i fondi comunitari. Il loro utilizzo è fondamentale per la crescita, lo sviluppo e per la coesione sociale”. Furlan ha poi commentato le polemiche sull’approvazione alla Camera del ddl sulla legittima difesa, sostenendo che si fanno “tante polemiche come sempre nel nostro Paese dove il tema della sicurezza è assolutamente importante. Ma questo significa, innanzitutto, rafforzare la possibilità di intervento di tutte le forze dell’ordine e avere la capacità, attraverso una sinergia importante, di rispondere e dare certezza di diritto e di sicurezza al cittadino. È questo il modo per affrontare un tema così delicato”. Ai giornalisti che le chiedevano una battuta su Alitalia, la segretaria generale della Cisl ha ricordato come la “incapacità manageriale del passato è sotto gli occhi di tutti, basta vedere i risultati. Su Alitalia dobbiamo proprio cambiare impostazione, voltare pagina e dare alla compagnia una fisionomia di grande azienda di trasporto internazionale. Alitalia è un’azienda importante per il nostro Paese – ha aggiunto – un biglietto da visita dell’Italia nel mondo, ma anche un’azienda che tra occupazione diretta e indotto rappresenta oltre 20 mila lavoratori. È importantissimo un rilancio e i commissari immaginino un piano industriale che deve avere alleanze e partnership forti. Su questo li invito tanto a lavorare. Credo che il messaggio dei tre commissari sia alla base positivo, perché coinvolge i lavoratori e le lavoratrici rispetto alle prospettive dell’azienda”. Altro tema ‘caldo’ su cui si è espressa Furlan è stata la firma del protocollo d’intesa sui call center siglato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e dalle 13 aziende private committenti più importanti: “Credo che il Governo abbia operato bene nel convincere le aziende più importanti di un settore controverso a darsi delle regole comuni, nel rispetto del lavoro, della qualità ma anche del servizio”, ha detto Furlan. “È uno strumento molto importante – ha precisato – e finalmente lo abbiamo realizzato. Per tanto tempo abbiamo chiesto interventi su un tema così delicato, quello della delocalizzazione e il tema del rispetto dei contratti che garantiscono qualità del lavoro ma anche qualità del servizio”. Esprimendosi, inoltre, sulla lettera inviata a Bruxelles da alcuni ministri dei Governi europei con la richiesta di rivedere le regole di bilancio imposte dalla Ue, Furlan ha sostenuto che “lo statuto economico europeo è una palla al piede in tutta l’Europa. In modo particolare nel nostro Paese per crescita e sviluppo. Da oltre due anni come Cisl sproniamo il nostro Governo nazionale e, attraverso i sindacati europei, tutti i Governi dei Paese europei a porre come priorità il cambiamento del fiscal compact”. “Siamo assolutamente d’accordo, era ora – ha proseguito – finalmente si arriva a questo”.