L’EMERGENZA LAVORO. E “LO STRETTO LEGAME LEGALITÀ-SOCIALITÀ”

Il saluto dell’arcivescovo di Monreale Pennisi al congresso regionale Cisl. Il suo intervento in apertura dei lavori

Ringrazio per l’invito che avete voluto cortesemente rivolgermi di presenziare a questo Vostro XII Congresso Regionale che ha come tema ‘Il lavoro le persone la comunità in cerca di futuro’.
Saluto cordialmente la Segretaria Generale Annamaria Furlan e il Segretario Regionale Mimmo Milazzo e tutti i partecipanti.
Il vostro sindacato libero, che si caratterizza per la proposta di un modello partecipativo nelle nuove relazioni sindacali, continua a trarre ispirazione dal magistero sociale della Chiesa nella sua azione finalizzata a tutelare gli interessi dei lavoratori.
Per superare la crisi economica e sociale che stiamo vivendo è necessario superare gli interessi particolaristici e di settore, così da affrontare insieme ed uniti le difficoltà che investono ogni ambito della società, in modo speciale il mondo del lavoro.
La Chiesa, che apprezza il ruolo fondamentale dei sindacati, vi è vicina oggi come ieri, ed è pronta ad aiutarvi, perché possiate adempiere al meglio il vostro compito nella società e costruire tutti assieme un futuro aperto alla speranza, fondato sulla ricerca del dialogo, della giustizia e della pace.
Papa Francesco ha detto in Egitto: “Educare all’apertura rispettosa e al dialogo sincero con l’altro, riconoscendone i diritti e le libertà fondamentali, specialmente quella religiosa, costituisce la via migliore per edificare insieme il futuro, per essere costruttori di civiltà. Perché l’unica alternativa alla civiltà dell’incontro è la inciviltà dello scontro.
Per contrastare la barbarie di chi soffia sull’odio e incita alla violenza, occorre accompagnare e far maturare generazioni che rispondano alla logica incendiaria del male con la paziente crescita del bene per trasformare ogni giorno l’aria inquinata dell’odio nell’ossigeno della fraternità.
Faccio mio il Messaggio della CEI per la giornata del 1° maggio 2017.
Il lavoro costituisce una delle frontiere dell’evangelizzazione sin dagli inizi del cristianesimo. In questa direzione si muove la preparazione della prossima Settimana Sociale dei cattolici italiani che si svolgerà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre col tema: ‘Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale’ (EG n. 192).
Il lavoro rimane un’emergenza nazionale soprattutto al Sud per l’elevato tasso di disoccupazione. Per tornare a guardare con ottimismo al proprio futuro, l’Italia deve mettere il lavoro al primo posto.
Aldilà delle statistiche sono le vite concrete delle persone ciò che ci sta a cuore: ci interpellano le storie dei giovani che non trovano la possibilità di mettere a frutto le proprie qualità, di donne discriminate e trattate senza rispetto, di adulti disoccupati che vedono allontanarsi la possibilità di una nuova occupazione, di immigrati sfruttati e sottopagati.
La soluzione dei problemi economici e occupazionali – così urgente nell’Italia di oggi – non può essere raggiunta senza una conversione spirituale che permetta di tornare ad apprezzare l’integralità dell’esperienza lavorativa.
C’è prima di tutto una questione di giustizia, che richiede la valorizzazione delle persone che lavorano. Non sarà possibile nessuna reale ripresa economica senza che sia riconosciuto a tutti il diritto al lavoro e promosse le condizioni che lo rendano effettivo (Costituzione Italiana, art.4).
Il lavoro, non può venire ridotto alla sola, pur importante, dimensione economica. Il lavoro è, infatti, espressione della creatività che rende l’essere umano simile al suo Creatore. Secondo la tradizione cristiana, il lavoro è sempre associato al senso della vita.
La questione della giustizia e quella del senso del lavoro sono strettamente intrecciate tra loro. Infatti, è solo laddove si riconosce la centralità del lavoro che si può generare un valore economico realmente propulsivo per l’intera comunità e costruire un’economia capace di uno sviluppo sostenibile.
La scuola e la formazione professionale è il primo investimento di una società che pensa al proprio futuro per formare persone all’altezza delle sfide del tempo e capaci di instaurare un interscambio fecondo con il mondo del lavoro.
Soprattutto nel nostro ambiente ritengo necessario che sia messa a fuoco l’esigenza di promuovere un’adeguata cultura della moralità e della legalità. L’illegalità specialmente quando diventa organizzazione e logica di vita, propone modelli esistenziali di sopraffazione e di facile arricchimento, destabilizza il tessuto delle relazioni sociali, inquina i processi della politica e dell’economia. C’è uno stretto legame tra legalità e socialità.
L’illegalità di stampo mafioso contribuisce a creare un contesto etico, sociale e culturale di freno all’autentico sviluppo.
La cultura della legalità diventa via di educazione al bene comune anzitutto attraverso l’educazione ai valori civili e morali.
La promozione delle legalità deve concepirsi come via per un autentico ed integrale sviluppo del nostro territorio.
Invoco su di voi e sulle vostre famiglie la protezione della Madonna e di san Giuseppe, buon padre e lavoratore esperto che si prese quotidiana cura della famiglia di Nazaret, mentre con affetto benedico voi qui presenti e tutti gli iscritti alla vostra Confederazione.

 

                                                                                   Michele Pennisi
Arcivescovo di Monreale