MANOVRA, CONFRONTO COL SINDACATO O È MOBILITAZIONE

Così Furlan, concludendo a Milano gli attivi unitari di Cgil Cisl Uil. Il premier ha promesso d’incontrarci. Ma se il tavolo non dovesse esserci “crediamo arrivato il momento di una grande iniziativa nazionale”. Il tema è la crescita: “ci sono 130 mld di euro pronti e da spendere per grandi e medie opere pubbliche”. Sul fisco, quasi il 90% dell’erario grava sulle spalle di lavoratori e pensionati

“Abbiamo incontrato nei giorni scorsi il presidente del Consiglio Conte che ci ha promesso l’apertura di un confronto con il sindacato sui temi della crescita, del fisco, delle pensioni e della riforma della pubblica amministrazione. Abbiamo mandato anche un piccolo promemoria al premier. Le risposte devono arrivare. Noi siamo fiduciosi sull’apertura di questo confronto. Se questi incontri non ci saranno, crediamo che sia arrivato il momento di una grande iniziativa nazionale per far sentire la voce di tredici milioni di uomini e donne che continuano ad affidare il loro mandato e la loro rappresentamza a Cgil Cisl Uil”. Lo ha detto a Milano la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, concludendo gli attivi unitari di Cgil Cisl Uil sulla manovra. “Noi speriamo che non sia necessario e che il premier Conte rispetti l’impegno che ha preso con noi. Abbiamo scelto un percorso più lungo che ci permettesse di coinvolgere il nostro popolo, rispetto a obiettivi seri e importanti. Abbiamo fatto 142 attivi territoriali ma anche tante assemblee nei luoghi di lavoro. Nella manovra la grande assente è la crescita e di conseguenza il lavoro che si crea puntando sugli investimenti e in primo luogo sulle infrastrutture. Ci sono 130 miliardi di euro pronti e da spendere per grandi e medie opere pubbliche, indispensabili in un paese che ha bisogno di collegare nord e sud e tutto il paese all’Europa. Noi vogliamo una crescita di qualità che punti sulla formazione, l’innovazione, la ricerca. Dimezzare le ore di alternanza scuola-lavoro o bloccare gli investimenti in formazione di impresa 4.0 è un errore. Quando si parla di riforma fiscale, dobbiamo guardare primo di tutto ai lavoratori e ai pensionati. La flat-tax non va in questa direzione. Abbiamo chiesto – ha aggiunto – un confronto vero sulla riforma del fisco. Noi abbiamo quasi il 90% dell’erario italiano sulle spalle dei lavoratori e dei pensionati. Quindi quando si parla di riforma dobbiamo guardare a loro e su come rendere piú pesanti le buste paga dei lavoratori e dei pensionati. Quindi chiediamo di dare risposte ai lavoratori e ai pensionati senza trascurare le aziende che assumono e non delocalizzano, magari dopo aver preso i sussidi di Stato. La flat-tax non va in questa direzione perché non ha progressività e non dà risposte. Quota 100 è un canale in più di uscita e una buona base di discussione. Ma in manovra ancora una volta si vuole far cassa con la penalizzazione dei pensionati. Il blocco della rivalutazione delle pensioni non è assolutamente condivisibile. Dire che oltre 1.500 euro lordi vengono nuovamente bloccate le pensioni significa toccare il reddito di tanti anziani”, ha concluso la segretaria generale Cisl.

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