POLITICHE DI GENERE, BISOGNI SOCIALI, NUOVE FRAGILITÀ

Sono i temi al centro del Coordinamento donne della Cisl Sicilia, riunitosi a Catania per rilanciare, dopo la fase congressuale vissuta nei mesi scorsi dal sindacato, la centralità femminile nella società. A partire dai temi della contrattazione e della conciliazione vita-lavoro. L’analisi di Rosanna Laplaca, segretaria regionale Cisl Sicilia

La cultura del rispetto e della dignità della persona rappresentano per la Cisl una battaglia di civiltà per riaffermare la centralità e la dignità della persona nella società, processo che deve vedere un impegno straordinario dei Governi nazionale e regionale nell’attuazione di misure di rilancio dell’occupazione delle donne e dei giovani per lo sviluppo della Sicilia. L’Eurostat disegna la situazione tragica del Sud di Italia per quanto riguarda la disoccupazione giovanile. Nel 2016 la Sicilia si piazza al quinto posto con il 57,2% di disoccupati tra i 15 e i 24 anni e si aggiudica la maglia nera per tasso di disoccupazione femminile. Questi dati sembrano però andare controtendenza rispetto a una sempre più crescente rivendicazione delle donne e del loro ruolo nel mondo del lavoro. Ed è in questa direzione che l’impegno della Cisl e delle donne della Cisl trae forza dalla contrattazione. È fondamentale rafforzare e valorizzare la partecipazione ai tavoli contrattuali, soprattutto la contrattazione sociale, è necessario puntare sui temi della contrattazione aziendale e di conciliazione vita-lavoro. Il nostro compito è capire e stabilire quali siano le priorità sui singoli territori. Obiettivo è proporre modelli virtuosi da replicare sui territori attraverso alleanze che partano dal nostro interno tra le federazioni, le Ust e le nostre associazioni senza tralasciare l’importanza del lavoro di rete con tutti gli attori presenti sul territorio. La contrattazione territoriale e aziendale è uno strumento che ci permette di rispondere al meglio e in maniera sistemica ai bisogni e alle esigenze dei territori in materia di genitorialità, flessibilità organizzativa o welfare dedicato alle attività di cura. Il coordinamento donne entra a pieno titolo nel modello organizzativo delle cabine di regia delle politiche sociali perché la Cisl possa vivere le periferie esistenziali e costruire risposte sinergiche ai nuovi bisogni e alle nuove fragilità sociali. Purtroppo, il tema della violenza rimane priorità anche alla luce degli ultimi avvenimenti di cronaca che hanno visto i nostri territori tristemente protagonisti, la città di Catania su tutte. Ed è proprio da Catania che il coordinamento intende rilanciare la contrattazione con l’obiettivo di implementare misure, codici di condotta, buone prassi di prevenzione di tutte le forme di discriminazione e di violenza. Occorre consolidare la rete tra le diverse componenti istituzionali, sindacali, datoriali, delle forze dell’ordine, scolastiche e del privato sociale, al fine di creare un sistema integrato e comunicante di interventi in grado di incidere positivamente.

Rosanna Laplaca, segretaria regionale Cisl Sicilia