POSTE, VIA LIBERA SUL CONTRATTO DALLE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI

Quasi plebiscitaria finora, al giro di boa delle consultazioni, l’adesione all’accordo sul rinnovo. Soddisfazione in casa Slp Cisl Sicilia sull’intesa che a regime porterà nelle tasche di ogni dipendente, 103 euro in media

Sono più del 50% le assemblee già svolte negli uffici postali della Sicilia per l’approvazione del contratto collettivo di lavoro per il personale non dirigente, per il triennio 2016-2018. E al momento, l’adesione dei dipendenti delle Poste all’accordo raggiunto da azienda e sindacati qualche giorno fa, è quasi plebiscitaria. A darne notizia è Giuseppe Lanzafame, segretario regionale della Slp Cisl, soddisfatto per l’esito della consultazione su un accordo conseguito dopo mesi di trattativa, e che in Sicilia riguarda 10 mila dipendenti.
“Siamo soddisfatti dell’accordo raggiunto – afferma Lanzafame – perché abbiamo garantito tutele importanti ai lavoratori, come la risoluzione positiva del precariato, con criteri che saranno stabiliti a gennaio. Così in Sicilia, nel giro di qualche anno, i lavoratori part time passeranno a full time attraverso una graduatoria trasparente”.
Ma per il sindacalista, la vera sfida adesso è sui contenuti del piano industriale che sarà presentato nei prossimi mesi. Perché garantire servizi e prodotti di qualità può tradursi in un “ritorno, in termini economici e occupazionali, che è quello che ci sta a cuore”. In particolare, per la Slp Cisl siciliana, servono investimenti che rilancino i servizi postali. Perché la riorganizzazione sperimentata a partire dal 2016 e che prevedeva tra l’altro la consegna a giorni alterni, non ha funzionato come annunciato. Anzi, il caos regno sovrano, “e questo suscita preoccupazioni sul futuro dei lavoratori del recapito”.
Riguardo alle novità del contratto, per quanto attiene alla parte economica, arriveranno 81,50 euro sui minimi tabellari che saranno erogati in due tranche: a febbraio 40 euro, a ottobre 41,50. 12,50 euro andranno al fondo sanitario. Otto euro sul fondo Poste (da 1,9% al 2,3%); un euro sarà destinato all’innalzamento delle maggiorazioni per i lavoratori part time. Così, il totale complessivo a regime sarà di 103 euro in media pro-capite. Inoltre è stata prevista un’una tantum di mille euro in media, che sarà corrisposta con lo stipendio di gennaio 2018 in favore di tutti i lavoratori in servizio al 30 novembre 2017.
Per quanto riguarda invece la parte normativa, tra le novità, informano i sindacati, c’è il “diritto alla disconnessione”. Restano invece immutate le previsioni in materia di videoterminalisti. È stata confermata l’assunzione del coniuge o di un figlio del lavoratore deceduto in servizio, se quella del defunto era l’unica fonte di reddito della famiglia. È stato anche ridefinito il perimetro geografico entro cui la lavoratrice in allattamento può chiedere l’assegnazione provvisoria: “con il vecchio contratto in ambito regionale, oggi in area territoriale”. Ancora, è stata formalizzata l’indennità di cassa nei confronti degli operatori dell’accoglienza e degli operatori Postemobile. E in tema di malattie, è stato introdotto un ulteriore anno di aspettativa, allargato il novero delle patologie gravi e prevista “l’integrazione dell’elenco delle stesse nell’ambito dei lavori dell’Organismo paritetico nazionale, anche su iniziativa delle organizzazioni sindacali”. (ug)