PROSTITUZIONE, SERVE UNA LEGGE PER PUNIRE I CLIENTI

Furlan: la Cisl raccoglierà le firme in ogni posto di lavoro per sostenere la proposta che giace in Parlamento. “Chi va con una prostituta è complice di un crimine. Basta ipocrisia, basta indifferenza”. L’intervista ad Avvenire in occasione del congresso Cisl

“C’è in Parlamento una proposta di legge che parla chiaro: punire i clienti per fermare la prostituzione. La Cisl è pronta. Raccoglieremo firme in ogni posto di lavoro per sostenerla. Per darle forza. Chi va con una prostituta si rende complice di un crimine e voglio una Cisl capace di ribellarsi, di alzare la voce, di lanciare una sfida a viso aperto, di gridare “basta ipocrisia e basta indifferenza”. È una scelta pensata, fortemente pensata. Non c’è un calcolo, c’è solo l’amore per la persona”. A dirlo, Annamaria Furlan, segretaria della Cisl, in un’intervista ad Avvenire. “Lo sfruttamento – afferma Furlan – ha tanti volti. Tutti terribilmente amari. Penso sempre alle braccianti della Puglia. Alle prepotenze dei caporali. Alle vite di queste donne insultate, maltrattate, costrette a lavorare anche venti ore di fila… Che Paese è questo dove la dignità della donna può essere calpestata in maniera così scellerata? Tante, troppe, ingiustizie. C’è un mondo femminile ancora discriminato in troppi luoghi di lavoro dove ancora si fatica ad accettare che una donna possa avere le stesse possibilità di un uomo di fare carriera e di guadagnare”. Furlan poi torna sul tema prostituzione e sulla legge per punire i clienti delle prostitute: “Ci ho pensato e mi sono detta ‘avanti, è una battaglia giusta’. Non si può fare finta di nulla quando esseri umani vengono trattati come merce. Comprati e venduti. Utilizzati come manodopera o sfruttati sessualmente. Voglio una sollevazione della Cisl. Voglio un sostegno forte e contagioso a una campagna per cambiare la legge”. La sindacalista accosta prostituzione a femminicidio: “C’è una violenza che scuote la società e che inchioda il Parlamento alle proprie responsabilità: la lotta al femminicidio ha dato risultati veri. Ma c’è una violenza silenziosa e ugualmente terribile: lo sfruttamento di giovani corpi. L’uomo che tira l’acido sul volto di Lucia e quello che costringe una ragazzina a prostituirsi, non sono diversi”.

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