QUELLE VELE DISPIEGATE CONTRO DISAGIO E MARGINALITÀ

Ha scelto un piccolo cantiere di Palermo, Bamboo, stupenda barca di 16 metri attrezzata per solcare gli oceani e che alle spalle ha anche il periplo del mondo. Donata alla Comunità Exodus di don Mazzi, è impiegata per “la velaterapia e il recupero di ragazzi ex tossicodipendenti”. A Palermo è arrivata per gli interventi di manutenzione necessari anche dopo un Mayday. E qui, è scattata una gara di solidarietà. Con lavori gratis e un concerto benefico, stasera. Il videomessaggio del quasi 90enne prete di strada

Bamboo è un Baltic 51 da sedici metri. In gergo è uno sloop, finlandese per la precisione. È una barca attrezzata con un solo albero da 24 metri per una superficie velica di 170 metri quadri. Dispone di dodici posti-letto ed è capace di solcare gli oceani grazie alle sue vele e di competere in lunghe regate d’altura. Ma Bamboo non fa traversate oceaniche e neppure gare di velocità. Perché Bamboo nel 1995 è stata donata alla Comunità Exodus di don Mazzi e da allora assieme a un’altra barca a vela frutto anch’essa di una donazione (la Maria Teresa, un Hallberg-Rassy 49), è impiegata per “crociere didattiche per il recupero di tossicodipendenti affetti da varie forme di disagio o in condizioni di marginalità”. Sul punto, spiegano dalla comunità di don Mazzi che la barca “è uno straordinario luogo educativo-terapeutico che utilizziamo attraverso un percorso i cui principi-cardine sono: la socializzazione, la disciplina, lo studio, il mettersi in gioco, il contatto con la natura. La programmazione della rotta anche in senso esistenziale. Il confronto e il rispetto reciproco anche come educazione alla pace”.
Bamboo solitamente è ormeggiata nell’isola d’Elba. Ma in questi giorni è a Palermo. È qui che ha appena preso il via, gratuitamente in un piccolo cantiere nautico che si è offerto, il GesNav, la manutenzione ordinaria e straordinaria di cui ha bisogno, non solo per i suoi 35 anni d’età. Anche perché all’attivo, la barca che pratica il viaggio come terapia, ha circa 70 mila miglia, periplo del mondo compreso. E perché alle spalle ha pure un Mayday lanciato qualche anno fa, dal Golfo di Salerno. A bordo aveva sette ragazzi ex tossicodipendenti ospiti di Exodus e al timone Stanislao Pecchioli, un lupo di mare con tanti anni d’Africa, dal 1990 animatore con la moglie Marta, della Comunità. In una notte di tempesta con onde alte anche oltre quattro metri e raffiche da 40 nodi, le vele cominciarono a cedere costringendo il comandante a chiedere soccorso e assistenza fino al porto più vicino. Tutto andò per il meglio e anche quella è ricordata come “un’esperienza formativa”. Ma ora Bamboo ha bisogno di interventi di recupero. A sua volta.
A guidarli sarà, anche lui a titolo gratuito, Vito Busalacchi, un ingegnere meccanico-navale già direttore delle Riparazioni Navali della Fincantieri di Palermo e presidente dell’associazione europea dei Riparatori navali. Condurrà i lavori che è previsto taglino il traguardo entro aprile quando il Baltic 51 targato Exodus dovrebbe ripartire con i suoi equipaggi di ragazzi. Prima però ospiterà a bordo gli allievi del Nautico di Palermo, che accompagnerà in un minitour nelle acque dell’isola di Ustica.
I dettagli del progetto Exodus-Bamboo sono stati presentati stamani nel cantiere GesNav di via Patti, al Molo Trapezoidale di Palermo. A illustrarli Pecchioli, responsabile della conduzione navale della Comunità mentre il quasi novantenne sacerdote che ha puntato anche sulla vela come strumento di recupero sociale, è intervenuto in videomessaggio. Erano presenti Busalacchi, Vito Riggio presidente dell’Enac; l’ingegnere titolare del cantiere Iginio Fasola e la squadra siciliana, dalla Nautica Fratelli Galizzi all’Istituto Nautico Gioeni Trabia col preside Giovanni Litrico, che si è impegnata nella gara di solidarietà per restituire alla Comunità una barca perfettamente funzionante.
Ma per centrare l’obiettivo, spiegano da Exodus, c’è bisogno di far fronte a una serie di spese e operazioni accessorie. Insomma, c’è bisogno di soldi. Per questo stasera nella chiesa di San Mattia ai Crociferi di via Torremuzza, a Palermo, è stato organizzato un concerto di raccolta fondi (dieci euro il contributo minimo). A esibirsi, l’orchestra della Bottega delle Percussioni; il coro polifonico Pietro Vinci diretto da Deli Scimone e il Coro Pop diretto da Francesca Martino, entrambi con accompagnamento strumentale. Salvo Piparo, attore e cantastorie palermitano, darà un apporto in video.
Umberto Ginestra

Per info relative al concerto: Giovanna Schimmenti 333-2440911. Per donazioni che sostengano il recupero di Bamboo: Fondazione Exodus onlus, Banca dell’Elba Credito Cooperativo, Iban: IT72K0704870740000000001210 Causale: “Progetto Bamboo Palermo”.


Il videomessaggio di don Mazzi