LA DEMOCRAZIA NELL’EPOCA DEI SOCIAL

Internet, da grande promessa di democratizzazione e accessibilità, s’è trasformato in uno spazio di profili algoritmici e attività di marketing più o meno occulte. Il saggio di Sunstein, un accademico americano, suggerisce rimedi per andare oltre. E fare della Rete uno spazio di più autentica democrazia. Il Mulino 2017, pag 337, €22

La personalizzazione dell’informazione risponde sempre più a logiche di marketing, all’individuazione di nicchie di possibili consumatori più che a quelle civiche e politiche della corretta informazione dell’opinione pubblica. Forze centrifughe verso spazi virtuali sempre più frammentati e disconnessi svuotano quel luogo ideale di confronto che è la sfera pubblica, il cuore della democrazia. E come può una società elaborare qualcosa di comune (valori, scelte, visioni del mondo) se ognuno, come al supermercato, può approvvigionarsi di idee come e quanto vuole in una indisturbata solitudine priva di dialogo? L’autore con questo saggio intende “aprirci gli occhi” su una questione scottante.

Cass R. Sunstein è Robert Walmsley, university professor of law nella Harvard Law School (Cambridge, Massachusetts). Tra i suoi libri pubblicati dal Mulino: Il costo dei diritti (con S. Holmes, 2000); Republic.com. Cittadini informati o consumatori di informazioni? (2003); A cosa servono le Costituzioni. Dissenso politico e democrazia deliberativa (2003); Il diritto della paura. Oltre il principio di precauzione (2007).