SANITÀ, CHIUSO IL CONTRATTO PER 648 MILA LAVORATORI

La firma è arrivata dopo una maratona di 27 ore. Di 85 euro in media, l’aumento tabellare. Resta il bonus Renzi. Rinnovato l’impianto normativo con la previsione tra l’altro di una commissione paritetica che entro luglio dovrà ridefinire la classificazione del personale

“È una grande soddisfazione per la Cisl e per la Fp Cisl la firma del contratto della sanità dopo tanti anni di blocco. Un settore pubblico fondamentale per i cittadini, dove lavorano persone di grande competenza e professionalità, e a cui va tutta la nostra riconoscenza. È un’altra bella giornata per la contrattazione, per il sindacato e per il paese”. A scriverlo, su Twitter, la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan subito dopo la firma del contratto degli oltre 600 mila lavoratori della sanità pubblica, dopo una maratona di 27 ore di trattativa all’Aran. E per Ignazio Ganga, segretario confederale Cisl, responsabile del pubblico impiego, quello appena firmato “è un contratto particolarmente atteso dai 648 mila operatori sanitari, e volto a dare piena attuazione alle esigenze della categoria”. “Lo spirito che ha caratterizzato la tornata contrattuale per il comparto sanità si è basato sull’assunto per cui il Servizio sanitario è un bene comune e va difeso nel suo modello universale e nella sua articolazione nei servizi sul territorio”, ha rimarcato Ganga aggiungendo che “il contratto della sanita pubblica rilancia il ruolo dei lavoratori di un settore che negli ultimi nove anni di vacanza contrattuale ha visto le Regioni riformare (in alcuni casi energicamente) il sistema sanitario, spesso con il solo obiettivo della razionalizzazione della spesa. Investendo sul lavoro si implementa invece il diritto alla salute”. Inoltre per Ganga, aldilà della mera rivendicazione economica, “il contratto rivestirà importanza anche per la capacità di restituire diritti alle lavoratrici e ai lavoratori attraverso un rinnovato impianto normativo”.
Da segnalare anche le parole del segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, per il quale “anche per gli operatori della sanità abbiamo ottenuto l’aumento interamente tabellare di 85 euro medio, in linea con quanto stabilito nell’intesa con il Governo; la neutralizzazione degli effetti dell’aumento contrattuale sul cosiddetto bonus Renzi, che resta; la valorizzazione dell’incarico di coordinamento in ambito sanitario; la possibilità di aumentare le indennità nell’ambito della contrattazione aziendale; il contenimento delle deroghe in materia di riposo giornaliero; nuovi istituti partecipativi nell’ambito delle relazioni sindacali quali il confronto e l’organismo paritetico per l’innovazione; la limitazione della pronta disponibilità”. Ora, ha detto Petriccioli, chiuso il contratto, dovrà prendere il via la commissione paritetica che entro il mese di luglio dovrà definire la nuova classificazione del personale. (ug)

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