ITALIA SPEZZATA. VIAGGIO ATTRAVERSO I NUMERI DI UN PAESE DIVISO

Retribuzioni, lavoro, tasse, giustizia, pagamenti della pubblica amministrazione, servizi sanitari. Sono le voci che misurano il gap nord-sud: un antico divario che lungi dal chiudersi si sta allargando fino a diventare autentica contrapposizione. Studio del Sole 24 Ore sulle ragioni dello squilibrio che dalla politica all’economia “sta allontanando tra loro due volti dello stesso paese. In una sorta di secessione leggera”

Al Nord gli stipendi sono più alti rispetto a quelli del Sud. Non è esattamente una novità ma la frattura è tornata a evidenziarsi dopo il voto e il dualismo nazionale che ne è scaturito. Di recente, un’analisi del Sole 24 Ore ha mostrato che la discrepanza retributiva arriva a sfiorare il 20 per cento.

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L’EUROPA DEI CITTADINI, ANTIDOTO AL SOVRANISMO

I partiti che hanno vinto le ultime elezioni hanno una soluzione semplice per il problema della sovranità: rinnegare le politiche europee. Ma è una soluzione illusoria. Maggiore democraticità si ottiene solo ampliando il dibattito politico in Europa. Bordignon su Lavoce.info: il punto è l’Unione politica. Perché la discussione in Europa va avanti. E “se non saremo seduti al tavolo, faremo probabilmente parte del menù”

“Si è parlato molto dei risultati delle recenti elezioni in Italia e delle loro possibili spiegazioni. Mentre l’attenzione si è prevalentemente concentrata sulle conseguenze economiche della crisi e gli errori veri o presunti del governo precedente, c’è un tema più generale che forse è ancora più rilevante.

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COME CAMBIA LA POLITICA DI COESIONE DELL’UNIONE EUROPEA

La Commissione Regi del Parlamento Ue ha approvato a larghissima maggioranza il Rapporto sulle regioni in ritardo di sviluppo, che entro marzo dovrebbe ricevere il via libera dall’assemblea plenaria. Tre i punti qualificanti, che disegnano un’Unione in cui all’ottica punitiva verso chi non ottempera agli impegni, subentri una politica di integrazione “in linea con il vero spirito europeo”. L’intervento in Commissione della relatrice Giuffrida

Tre punti qualificanti, per un territorio Ue in cui vive un sesto della popolazione dell’Unione. In pratica, 47 zone di otto Stati membri per 83 milioni di abitanti. E tra queste, la Sicilia. Sono le regioni in ritardo di sviluppo, quelle che faticano a stare al passo: per basso reddito (in Bulgaria, Romania, Ungheria e Polonia) o per un tasso di crescita minuscolo (nel Sud Italia e in Spagna, Grecia e Portogallo).

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RIPRESA CONTRADDITTORIA, POVERTÀ, LAVORATORI PIÙ ANZIANI

È lo stato dell’arte dell’economia in Sicilia secondo il 48esimo Report Diste-Fondazione Curella, anticipato a Palermo. Nell’Isola che conta 600 mila persone in povertà assoluta, sei giovani su dieci non lavorano e le diseguaglianze non si riducono. Nonostante la crescita, dell’1% nel 2017 e dell’1,2% quest’anno. Busetta: priorità alle Zone economiche speciali. Armao: arriva il Def. La Cisl: snellimento burocratico e progetti esecutivi

Età media degli occupati: 44 anni. Era di circa 40 anni nel 2007. Disoccupazione giovanile al 58%. 200 mila famiglie in povertà assoluta, più o meno una città di 600 mila persone. E il fallimento sostanziale, fin qui, della spesa dei fondi Ue.

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ITALIA 2018. CISL PER L’EUROPA, IL LAVORO, IL FISCO, IL WELFARE

Il documento programmatico illustrato a Roma dal sindacato, con le proposte che “vorremmo diventassero elementi di discussione” per il programma delle forze politiche

Europa, lavoro, fisco, welfare. Sono i cardini della proposta Cisl “per il buon governo e lo sviluppo economico del paese”. Alcune questioni nodali che “vorremmo diventassero elementi di discussione” per il programma delle forze politiche, con le parole della leader del sindacato, Annamaria Furlan.

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COME CAMBIA LA POLITICA UE SUI FONDI STRUTTURALI

È in discussione al parlamento di Bruxelles una proposta di risoluzione che punta a ridisegnare condizioni di accesso e politiche per lo sviluppo. Tra l’altro, slegando il cofinanziamento dai vincoli del patto di stabilità. E aprendo alla revisione del meccanismo della condizionalità. Una svolta nel segno dell’inclusione. E come fu quella sulla “insularità”. Che però attende ancora che la Regione batta un colpo

C’è una svolta dietro l’angolo delle politiche Ue per lo sviluppo economico e l’inclusione sociale? A dirlo sarà la commissione Regi del Parlamento europeo, che in questi giorni discute la proposta di risoluzione firmata dalla relatrice Michela Giuffrida, dei Socialisti & Democratici (S&D).

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INSICUREZZE, POPULISMI, GLOBALIZZAZIONE, NUOVO UMANESIMO

Il lavoro che cambia e il ruolo del sindacato in un’economia in trasformazione, che pone interrogativi a volte inquietanti sulla governance del mondo e sulle relazioni tra occupazione, sviluppo, tutela dell’ambiente, etica, libertà e coesione. E il bisogno di un nuovo modello sociale a integrazione circolare, che abbia al centro davvero la persona. Così Furlan al tavolo della Conferenza internazionale sul lavoro celebrata in Vaticano

“La contrattazione nazionale oggi non è sufficiente a fronteggiare la sfida dei cambiamenti di fronte alla globalizzazione e alla presenza delle multinazionali. Per questo gli appelli di papa Francesco ci danno indicazioni precise sul fatto che serva meno egoismo nazionale e più volontà di globalizzare i diritti e anche l’azione del sindacato.

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CRESCE L’ECONOMIA SICILIANA, RESTA IL NODO OCCUPAZIONE

Presentato l’aggiornamento congiunturale di Bankitalia. Nei primi 9 mesi del 2017 nell’isola si registrano lievi segnali di ripresa, trainata dai settori dell’export e del turismo. Rimane alto il tasso di disoccupazione pari al 22%, il doppio della media nazionale

Nei primi nove mesi del 2017 la fase di ripresa dell’economia siciliana si è rafforzata, con una sua maggiore diffusione tra i settori produttivi. Alla prosecuzione della dinamica positiva per il terziario privato, sospinta dai consumi delle famiglie siciliane e dalla spesa dei turisti italiani e stranieri, si è associato un miglioramento dei principali indicatori per il settore industriale, dopo la stagnazione dell’anno precedente.

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SICILIA AL BIVIO DEI RITARDI, TRA ADDIO DEI GIOVANI E GOVERNO MUSUMECI

L’analisi di Reichlin sul Corriere della Sera rilancia il dibattito sulla “vera Sicilia di cui non si parla”. L’isola a sviluppo ritardato (Fondazione Curella), registra da tempo un saldo migratorio negativo (Svimez) soprattutto per le migliaia di giovani qualificati che se ne vanno. “È un problema politico?”, domanda l’economista. Il comune disegno invocato da Cgil Cisl e Uil

“Il nuovo presidente della Regione Siciliana deve affrontare una sfida enorme”. E “la domanda che a me preme porre – scrive Lucrezia Reichlin nell’interessante analisi pubblicata stamani sul Corriere della Sera – è quale sia una proposta in grado di invertire almeno parzialmente la depauperizzazione che questa regione ha vissuto negli ultimi quindici anni”.

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“UNA GRANDE ALLEANZA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE”

A proporla la Cisl per voce della leader Furlan, che da Repubblica ricorda che “sono più di 7 milioni le donne che nel corso della propria vita hanno subito una forma di violenza o abuso”. Ecco perché il 25 novembre la Giornata mondiale voluta dall’Onu non può essere mera celebrazione. Non può ridursi a mera ritualità

Le storie condivise sui social con l’hashtag #quellavoltache, fanno davvero riflettere sul dolore e la rabbia di tante donne molestate, aggredite, umiliate. Sono testimonianze terribili, un flusso ininterrotto davanti al quale è impossibile restare indifferenti e non prendere una posizione netta.

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