C’È BISOGNO DI RISPOSTE STRUTTURALI NON DI PANNICELLI CALDI

A dirlo il segretario Cisl Cappuccio riguardo all’ipotesi di spalmatura negli anni di quote del disavanzo dei conti regionali

«Sarà un piccolo passo avanti ma a noi sembra un pannicello caldo». Così Sebastiano Cappuccio, segretario della Cisl Sicilia, riguardo all’ipotesi, ventilata oggi anche dal vicepresidente della Regione Gaetano Armao, di una spalmatura negli anni di quote del disavanzo dei conti regionali.

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CORTE DEI CONTI, SERVE UNA EXIT STRATEGY PER EVITARE IL DEFAULT

Così Cgil Cisl e Uil sul giudizio delle sezioni riunite, per la parifica del rendiconto 2018 della Regione. Per i sindacati «il rischio è che a pagare il prezzo della difficile situazione finanziaria siano le fasce più deboli della popolazione, il welfare già sfilacciato, le spese strategiche come quelle per infrastrutture e per lo sviluppo dell’economia circolare»

«Siamo preoccupati. Il rischio è che a pagare il prezzo della difficile situazione finanziaria della Regione, siano le fasce più deboli della popolazione, il welfare già sfilacciato. Le spese strategiche come quelle per infrastrutture e per lo sviluppo dell’economia circolare». Così i segretari generali regionali di Cgil Cisl e Uil, Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone, riguardo al giudizio delle sezioni riunite della Corte dei Conti per la parifica del rendiconto 2018 della Regione siciliana.

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SINDACATI IN PIAZZA A ROMA: «TRE MANIFESTAZIONI, ECCO PERCHÉ»

Si terranno il 10, 12 e 17 dicembre. Al centro, le mille crisi aziendali aperte, lo sblocco dei contratti pubblici, la rivalutazione delle pensioni, la legge sulla non autosufficienza, i temi legati alla manovra economica in corso e al Def. La “piattaforma” di Cgil Cisl Uil

Tre manifestazioni nazionali a Roma, il 10, 12 e 17 dicembre, sull’hashtag #futuroallavoro. Al centro, le mille crisi aziendali aperte, lo sblocco dei contratti pubblici, la rivalutazione delle pensioni, la legge sulla non autosufficienza, i temi legati alla manovra economica in corso di approvazione, e al Def.

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L’11 IN PIAZZA A ROMA I LAVORATORI CHIMICI DI GELA

Lo hanno deciso i sindacati per protestare contro i ritardi del Governo sul fronte delle infrastrutture necessarie al progetto Argo-Cassiopea. A mancare, la proroga della Valutazione di impatto ambientale scaduta a giugno. Senza la quale «rischia di andare in fumo un investimento di 800 mln che darebbe lavoro a 600 persone». 200 i licenziamenti già scattati. Per Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, serve anche un colpo d’acceleratore in tema di autorizzazioni alle bonifiche

Manifesteranno a Roma i lavoratori chimici di Gela di Cgil Cisl e Uil, nella mattinata di mercoledì 11 dicembre. Partiranno con una decina di pulmann il giorno prima, da Gela e da Caltanissetta, per ritrovarsi l’indomani davanti al ministero dell’Ambiente. Perché è la firma del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, l’ultimo tassello che manca al dossier relativo ai due giacimenti di gas metano Argo e Cassiopea, rinvenuti anni fa tra Gela e Licata e per i quali Enimed dovrebbe realizzare strutture e collegamenti.

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E-COMMERCE OK, MENO LAVORO, PIÙ CHIUSURE, RISTORANTI SUPERSTAR

Sono le luci e le ombre dell’economia siciliana secondo il report Cisl-Diste, Zoom Sicilia. Intitolato Appesi a un filo, lo studio rileva l’apnea perenne dell’occupazione nell’Isola (-10 mila posti quest’anno, -3000 nel 2020). Trova indicatori positivi, dall’on line alla ristorazione. Ma segnala una disoccupazione reale al 40,3% e il +6,9% di chiusure volontarie. Lanciata l’idea di Zes per il turismo, «una novità». Cappuccio: lo hanno fatto Cuba con Varadero, il Messico con Cancun, l’Egitto con Sharm

C’è il boom delle aziende che vendono on line, «più che triplicato rispetto a dieci anni fa». C’è l’impennata del numero dei ristoranti, «il 5,9 per cento del totale nazionale». E c’è la conferma dell’appeal del vino made in Sicily: tra le prime 11 imprese vitivinicole italiane con più di dieci milioni di fatturato, «ben quattro sono siciliane».

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VENERDÌ EDILI IN 100 PIAZZE PER SBLOCCARE GRANDI E PICCOLE OPERE

Assemblee pubbliche, sit-in, volantinaggi si terranno in tutta Italia e in Sicilia. Perché «per superare la crisi che dal 2008 solo nell’Isola ha dimezzato attività e addetti, occorre una politica industriale che faccia leva su strumenti finanziari e su un fondo di garanzia». In Sicilia serve un’accelerazione che rimetta in moto la filiera. L’agenda della mobilitazione sindacale, provincia per provincia

Manifestazioni di edili organizzate da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil si terranno venerdì 15 novembre anche in Sicilia, nell’ambito della giornata nazionale di protesta intitolata “Noi non ci fermiano! Rilanciare il settore delle costruzioni per rilanciare il paese”. Iniziative si terranno complessivamente in 100 piazze italiane.

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REGIONE, «CI PREOCCUPA UNA MANOVRA LACRIME E SANGUE»

Così Cgil Cisl e Uil riguardo all’eventualità che il buco di 780 milioni rilevato tra le pieghe dei conti regionali, debba essere coperto in soli tre anni. Siamo virtualmente in esercizio provvisorio, lamentano i sindacati denunciando che con le spese in dodicesimi sarà impossibile intervenire sulle emergenze. «Il governo nazionale rinomini al più presto la commissione paritetica Stato-Regione»

«Se la Regione dovesse coprire in tre anni il buco di 780 milioni di euro come dichiarato dalla Corte dei Conti, sulla base della normativa vigente a livello nazionale, per i siciliani si profilerebbe una manovra finanziaria lacrime e sangue». Così Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone, segretari rispettivamente di Cgil Cisl e Uil regionali che manifestano tutta la loro preoccupazione: «Siamo già virtualmente in esercizio provvisorio con tutto quello che ne comporta.

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SVIMEZ: SERVE UN DUPLICE PIANO, PER IL SUD E LA SICILIA

Così la Cisl commentando i dati del Rapporto 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno. Per il sindacato c’è bisogno di un accordo che fissi le coordinate di politiche, dal welfare all’economia circolare. E quanto al piano annunciato dal governo Conte bis, è «una condizione necessaria ma non sufficiente»

Per arrestare il declino del Sud e della Sicilia il piano per il Mezzogiorno annunciato dal governo Conte bis è «una condizione necessaria ma non sufficiente». Serve, parallelamente, che la Regione «acceleri sul piano degli investimenti sviluppando il welfare sociale e l’economia circolare».

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CISL A MUSUMECI: SERVONO DUE PATTI PER UN PIANO STRAORDINARIO

Così il sindacato per un duplice accordo in otto punti col Governo, «intergenerazionale e di condivisione istituzionale». Obiettivo: sviluppare il welfare sociale e l’economia circolare per dare qualità alla vita e al lavoro e fermare l’esodo dei giovani: più del 50% di chi che se va dall’Isola ha meno di 34 anni, un terzo una laurea in tasca. Il governatore: l’Ue ci autorizzi le procedure straordinarie con il controllo di Roma. New entry nella segreteria regionale: eletto il siracusano Paolo Sanzaro

Il nodo della conciliazione tra vita privata e lavoro, che investe specialmente le chance delle donne nella società. La rete dei servizi sociali per famiglie, bambini, anziani, immigrati. Poi la questione occupazione, giovanile specialmente: «più del 50% di chi se ne va dalla Sicilia ha meno di 34 anni».

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SINDACATI A PROVENZANO: UN COLPO D’ALA PER FAR RIPARTIRE IL SUD

Per Cgil Cisl e Uil che nel pomeriggio hanno incontrato il ministro a Palermo, serve un confronto periodico per l’analisi delle politiche per il Mezzogiorno. E va data celere attuazione alla norma che stabilisce che il 34% della spesa pubblica ordinaria dello Stato sia destinato al Sud

Un «incontro utile». Ma che, per essere tale, «non può restare episodico». «Servono continuità. E fatti concreti». Così Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone, segretari rispettivamente di Cgil Cisl e Uil regionali, riguardo alla riunione svoltasi nel primo pomeriggio di oggi nella sede della prefettura di Palermo, tra il ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano e i vertici regionali dei sindacati.

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