SICILIANI VOTATE, “SERVE UN PATTO SOCIALE. ECCO PERCHÉ”

Duplice appello Cisl, alla vigilia del 5 novembre. A partecipare e non rifugiarsi nell’astensione. E al governo che verrà, a stipulare un patto con sindacati e imprese. E a pigiare il pedale sulla spesa dei fondi disponibili e su “un grande piano di opere infrastrutturali e riqualificazione del territorio”

L’appello al voto: “gli elettori vadano alle urne, la partecipazione è la cosa più importante”. Poi le proposte. E le rivendicazioni. Alla vigilia delle elezioni regionali del 5 novembre, la Cisl Sicilia per voce del suo segretario, Mimmo Milazzo, si rivolge ai siciliani. E al governo che verrà. Ai primi, invitandoli a esserci e contare. Evitando di rifugiarsi nell’area del non-voto. “È importante far pesare le proprie attese e i propri orientamenti”. A chi s’insedierà a Palazzo d’Orleans, rilanciando i sei punti segnalati nei giorni scorsi assieme a Cgil e Uil, ai candidati al mandato di governatore. Sollecitando ad accelerare la spesa dei fondi Ue e dei 5,2 miliardi del patto per la Sicilia. E proponendo, con le parole del segretario, “un patto sociale che coinvolga sindacati e imprese in un comune disegno di promozione di sviluppo sostenibile e offerta di lavoro”. Anche tenendo conto, puntualizza Milazzo, delle novità sul Sud   che arriveranno con la legge nazionale di Stabilità. Il patto sociale, precisano alla Cisl, “dovrà definire le grandi linee d’intervento sui temi del lavoro e dello sviluppo, dell’occupazione giovanile, delle infrastrutture, delle disuguaglianze. E della legalità”. In ogni caso, insiste il leader della Cisl Sicilia, l’occupazione in Sicilia è un’emergenza come lo sono la povertà e la disabilità. E come lo è l’emigrazione di 25 mila siciliani che con la valigia in mano, ogni anno, lasciano l’Isola in cerca di fortuna. Ma è attraverso “un grande piano di opere infrastrutturali e riqualificazione del territorio che metta in circolo anche le risorse degli accordi sottoscritti con Anas e Rete ferroviaria, e punti ad attrarre investimenti dall’esterno della regione”, che passa il futuro della Sicilia. Anche al di là dell’ormai imminente tornata elettorale. (ug)