SUD, ORA SVOLTA SU INVESTIMENTI E LAVORO PRODUTTIVO

Così la Cisl introducendo gli attivi unitari nazionali, a Napoli. I confederali chiedono al Governo un “radicale cambio di marcia nella legge di Bilancio”. L’aggiunto Sbarra: vanno sbloccati 27 mld già stanziati per opere strategiche e occorre un piano nazionale di messa in sicurezza e risanamento idrogeologico. Sul fronte previdenza, priorità a una pensione di garanzia per i giovani e a quella delle donne

“Il riscatto delle aree sottoutilizzate del Sud rappresenta la più rilevante sfida per la crescita nazionale, eppure il Mezzogiorno resta la più grande occasione persa di questa Finanziaria. Il sindacato confederale chiede un radicale cambio di marcia nella legge di Bilancio, sul fronte della coesione: dobbiamo investire sul protagonismo del Mezzogiorno, dei suoi lavoratori e pensionati, dei suoi giovani, delle sue donne, sostenere una ripresa produttiva che lo trasformi in motore trainante del Paese”. Così Luigi Sbarra introducendo i lavori degli attivi unitari nazionali, a Napoli. “Qui con noi c’è l’Italia che non va avanti a colpi di tweet – ha affermato – l’Italia di chi produce, dei giovani che emigrano e dei pensionati che faticano ad arrivare alla quarta settimana. Insieme a tutti loro diciamo che questa manovra non ci piace, che mortifica il Mezzogiorno. È il lavoro la grande priorità del Sud e del Paese, ma è anche il grande assente in questa legge di Bilancio, non si può ridurre la sfida dello sviluppo al refrain del reddito di cittadinanza”.
Per Sbarra, “in Senato occorre una profonda riscrittura della legge di Bilancio a partire dal lavoro, che va difeso ed esteso anzitutto con il volano degli investimenti pubblici. Si tratta di sbloccare 27 miliardi già stanziati su opere strategiche per collegare il Sud al Nord e il Paese all’Europa, ma anche di dare luogo alla manutenzione e all’ammodernamento delle reti esistenti e a quei piccoli cantieri così importanti per le aree interne del meridione”. In particolare per il Mezzogiorno si tratta anche “di dare sbocco a un grande piano nazionale di messa in sicurezza, riqualificazione e risanamento idrogeologico”. Servono “più forti politiche industriali specifiche per il Sud, con leve che stimolino occupazione e ricerca nelle aziende più piccole”. Cgil Cisl e Uil chiedono anche “garanzie sulla continuità degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori con posizione in scadenza”. Bisogna “qualificare le risorse e orientarle su scuola e formazione, su una redistribuzione fiscale che alleggerisca i redditi medio-bassi e provvedimenti che diano sostegno alla famiglia e alle aree di non autosufficienza”.
Fondamentale anche “il ripristino e il potenziamento delle risorse per l’alternanza scuola-lavoro mentre nella pubblica amministrazione sono tre le parole d’ordine: “assunzioni, digitalizzazione e contrattazione”.
Quanto alla riforma previdenziale, “quota 100 è finora poco più di uno slogan che vogliamo approfondire con un confronto che affronti due questioni: la pensione di garanzia per i giovani e seri incentivi per le donne che, specialmente al Sud, difficilmente arrivano a 38 anni di anzianità contributiva”.
Al Governo “chiediamo di mettere in chiaro la visione che intende dare al Mezzogiorno e al Paese. Questa nostra unità è un’opportunità formidabile per aprire uno spazio di cooperazione vera e responsabile, che tenga insieme tutti: uomini e donne del lavoro, pensionati e pensionate, il Sud e il Nord, e ci faccia entrare in una stagione partecipata di crescita che non lasci indietro nessuno”, ha rimarcato concludendo Sbarra.

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