“NOI VICINI ALLE FAMIGLIE DI TUTTI I MORTI PER MAFIA”

Così la Cisl nel venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio. Milazzo: la legalità non è l’antimafia di facciata che abbiamo conosciuto. È verità giudiziale. Ed è pratica quotidiana fatta di condotte e accordi trasparenti. Furlan: “La battaglia contro la mafia e per la giustizia non è finita”

“La Cisl siciliana, il mondo siciliano del lavoro, sono vicini alla famiglia del giudice ammazzato in via D’Amelio e alle famiglie di tutti i morti per mafia”. Così Mimmo Milazzo, segretario della Cisl regionale, nel venticinquesimo anniversario della strage in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della scorta: Emanuela Loi, Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Cosina e Vincenzo i Muli. “Lo Stato di diritto – afferma il sindacalista – si nutre di verità processuali. Quelle che su tante stragi, via D’Amelio compresa, attendiamo ancora. E questo è un vulnus per la democrazia”. Perché la legalità non può essere l’antimafia di facciata che ha inflazionato questi anni. La legalità è verità giudiziale. Ed è anche “pratica quotidiana fatta di condotte e accordi trasparenti che promuovano sviluppo nel segno dell’equità e della giustizia sociale”.
E a un quarto di secolo della stagione delle stragi, “la nostra commozione è sempre forte”, commenta la leader nazionale Cisl Annamaria Furlan per la quale “la battaglia contro la mafia e per la giustizia non è finita. Va combattuta oggi più di ieri con determinazione, sull’esempio coraggioso di tanti magistrati e tanti poliziotti caduti per l’impegno contro l’illegalità e il ricatto mafioso”. (ug)

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