Morti bianche, grande mobilitazione della Cisl siciliana in tutte le città dell’isola, con presidi e flashmob davanti a tutte le Prefetture. Il segretario generale Sebastiano Cappuccio: “Si attivino tavoli permanenti guidati dalle Prefetture, con istituzioni, enti preposti, parti sociali e imprese e si intensifichino i controlli, implementando le risorse umane e materiali. Indispensabili strategia complessiva, cambio di rotta culturale e senso di responsabilità collettiva per fermare questa strage silenziosa”

Sotto le bandiere della Cisl si sono riuniti il 5 marzo 2024, lavoratrici, lavoratori, dirigenti sindacali in una grande mobilitazione regionale che ha toccato tutte le città siciliane, unite da un obiettivo, quello di fermare la scia di sangue delle morti bianche. Davanti a tutte le Prefetture dell’isola, si sono svolti  i presidi e i flash mob organizzati dalla Cisl Sicilia, nel corso dei quali sono state raccontate storie simbolo di chi ha perso la vita sul posto di lavoro.  Diverse delegazioni dei dirigenti sindacali della Cisl sono state ricevute dai rappresentanti delle Prefetture, ai quali è stato anche consegnato il documento che la Cisl ha presentato al governo nazionale. “La mobilitazione regionale di oggi è una tappa della mobilitazione nazionale della Cisl, partita con assemblee nei luoghi di lavoro” ha commentato il segretario generale della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio, che ha aggiunto: “La Cisl ribadisce l’esigenza di un patto fra sindacati, istituzioni e imprese  un atto di responsabilità collettiva che impegni il governo, le istituzioni, gli enti preposti e le parti sociali, per giungere in tempi rapidi alla stipula di una strategia nazionale di prevenzione che preveda piano di intervento mirati, da noi indicati nel documento presentato all’esecutivo nazionale. Ed è indispensabile che avvenga un cambio di rotta anche culturale, perché le morti sul lavoro non sono un argomento di pochi, ma sono un dramma e una vergogna per tutti”.  Il segretario generale della Cisl Sicilia ha sottolineato come la Sicilia sia una delle regioni italiane con maggiore incidenza di morti sul lavoro. “Nell’isola siamo di fronte a una vera e propria emergenza – ha detto Cappuccio – che va fermata immediatamente, perché è inaccettabile morire sul posto di lavoro. Vanno intensificati i controlli e per farlo, occorre risolvere l’annoso problema della carenza degli ispettori del lavoro, bisogna premiare l’economia sana della regione, ponendo come criteri indispensabili di valutazione, il rispetto della salute e della sicurezza nei posti di lavoro. Occorre vigilare su tutto il sistema degli appalti e avviare un grande piano di formazione, partendo dai banchi di scuola, per affermare la cultura della prevenzione. Auspichiamo che in Sicilia si riuniscano tavoli permanenti sul tema, guidati dai prefetti e al quale partecipino le istituzioni, gli enti preposti, le parti sociali e le imprese”.