RAPPRESENTANZA, FIRMATA L’INTESA CHE CHIUDE AI CONTRATTI PIRATA

Sottoscritta da Cgil Cisl e Uil, Confindustria, Inps e Ispettorato del lavoro, la convenzione che dà attuazione al Testo unico varato nel 2014 dalle parti sociali. Così, va in archivio un dibattito lungo otto anni. E anche nel privato, come già nel pubblico, a valere sarà il mix iscritti-voti per le Rsu. In pratica, a discutere i contratti nazionali saranno solo i sindacati rappresentativi realmente del 5% almeno dei lavoratori

Cgil Cisl e Uil e Confindustria hanno firmato stamani la convenzione con Inps e Ispettorato nazionale del lavoro per misurare e certificare la reale forza rappresentativa dei sindacati e sconfiggere la piaga dei contratti pirata. A sottoscrivere la convenzione che, dopo otto lunghi anni di discussioni, dà finalmente attuazione al Testo unico della rappresentanza varato nel 2014 da sindacati e imprese, i leader Maurizio Landini (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil), e il presidente dell’associazione degli imprenditori, Vincenzo Boccia. La convenzione è stata firmata, presenti la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e il presidente dell’Inps Pasquale Tridico. In pratica, viene affidato all’Inps il compito di pesare i sindacati attivi nel settore privato, tenendo conto, sul modello di quanto già si fa nel pubblico, del mix iscritti-voti alle elezioni per le Rappresentanze sindacacali (Rsu). Così a discutere i contratti avranno titolo solo i sindacati effettivamente rappresentativi, quelli con una forza di almeno il 5% (tra iscritti e voti). «Un’occasione unica per avere regole trasparenti e una crescita inclusiva e per contrastare il dumping contrattuale», il commento di Tridico per il quale «la concorrenza si fa sul mercato, sull’innovazione, sui processi e sui prodotti, non sui lavoratori». Il presidente dell’Inps ha ricordato che degli 868 contratti censiti dal Cnel circa 600, due terzi, sono considerati di dumping contrattuale, contratti pirata. Pertanto, «l’adesione al Testo unico della rappresentanza è incoraggiante. Finora hanno aderito 22.395 aziende». La ministra del Lavoro ha ricordato l’importanza del ruolo svolto dai sindacati: «Le parti sociali hanno rappresentato e rappresentano un pilastro insostituibile che ha accompagnato la storia e lo sviluppo del nostro Paese; una storia fatta di lotte e conquiste che ancora oggi garantiscono un adeguato sistema di tutele del lavoro e dei lavoratori». L’accordo sottoscritto oggi è «un primo ma fondamentale cambio di passo per il rinnovamento del sistema della rappresentanza sindacale, che completerà il suo percorso con i provvedimenti che il Governo ha inserito nel programma e che intende realizzare nel corso della sua azione». Il traguardo, ha dichiarato Catalfo, sarà «una legge sulla rappresentanza sindacale e sul salario minimo orario che valorizzi appieno l’autorità salariale della contrattazione collettiva nazionale». Grande la soddisfazione dai leader sindacali. «Sono passati otto anni da quando abbiamo trovato quest’intesa che finalmente da oggi è operativa», le parole di Furlan. «Ma otto anni sono tanti. E già otto anni fa avvertivamo l’urgenza di avere regole trasparenti per la rappresentanza sindacale mentre il numero dei contratti pirata cresceva, già allora, in tutti i settori». «Oggi finalmente quest’accordo rilancia la contrattazione e il ruolo libero e autonomo delle associazioni sindacali nei luoghi di lavoro e nel paese». Per Barbagallo la convenzione può essere «l’inizio di una nuova fase di rappresentanza del mondo del lavoro». Per Landini è anche «un elemento di rafforzamento della democrazia». Apprezzamento pure dal presidente di Confindustria Boccia, che ha parlato di «rappresentanza come atto di democrazia, democrazia che è fatta di regole e coerenza». Così «quest’intesa può fare da apripista». (ug)