PER I GIOVANI PENSIONE DI GARANZIA E PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Così la leader Cisl Furlan che ha reso noto di aver insistito, nell’incontro con la ministra Catalfo, affinché il tema della copertura previdenziale delle giovani generazioni sia priorità dell’agenda del Governo. E «deve essere favorita fiscalmente anche l’adesione ai fondi integrativi». Non possiamo accettare passivamente che i nostri giovani siano futuri anziani poveri

«Ci stiamo battendo per una pensione di garanzia per i giovani, penalizzati dal sistema contributivo e da una carriera lavorativa discontinua. Ma bisogna rendere più vantaggiosa a livello fiscale anche l’adesione ai fondi previdenziali integrativi, che non possono essere tassati come la speculazione finanziaria. Questo è uno dei punti che il Governo deve affrontare nella riforma fiscale. Abbiamo avuto un primo incontro con la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. La priorità che abbiamo voluto evidenziare è la pensione di garanzia per i giovani. Non si può accettare passivamente di sapere che i nostri giovani saranno futuri anziani poveri».
Lo ha detto stamani la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, a Milano per una iniziativa della Fist Cisl con i giovani under 35. «In una società spaccata, dove ogni giorno ci sono elementi di divisione, lo sforzo della Cisl – ha sottolineato Furlan – è di rafforzare il patto intergenerazionale tra giovani e anziani. Noi siamo il vero collante sociale di questo paese. Il nostro obiettivo è affermare la dignità e la centralità sociale del lavoro e della persona».
Per la leader Cisl, «i giovani vanno rispettati di più. Bisogna far conoscere le loro esperienze, le loro richieste, i loro bisogni reali, le preoccupazioni che emergono nelle aziende e in tutti i luoghi di lavoro». Quanto alla Cisl, «laddove riusciamo a farlo, cresce la rappresentanza dei giovani nell’organizzazione. Noi, non possiamo non partire dai giovani se vogliamo guardare al futuro. Guai se non puntassimo alla formazione dei giovani, che rappresentano il futuro del sindacato e della società».

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